da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

domenica 5 febbraio 2012

carciofi alla giudia

Oggi sto davvero meglio, ancora intasatissima ma inizio a vedere la luce alla fine del lungo tunnel!
Wow! Che influenzona questa! E luigi da ieri non sta neanche lui un gran bene, niente febbre ma raffreddore e tosse incombenti!

Una delle cose che mi mancano di più da quando lavoro fuori casa è il tempo che prima dedicavo ai fornelli e alle delizie.
Oggi però mi sono concessa un peccato di gola e ho cucinato i carciofi alla giudia, ricetta che ho anelato per tanto tempo e cercato di carpire da tutti i romani che conosco!

L'origine di questo piatto è da ricercarsi nella tradizione del ghetto ebraico di Roma.
Il carciofo alla giudia veniva preparato e mangiato soprattutto nel periodo della ricorrenza di Kippur, chiamata anche festa dell'espiazione. Durante questa ricorrenza gli ebrei si sottopongono ad un giorno di digiuno totale, in cui ci si astiene non solo dal mangiare e dal bere, ma anche da qualsiasi attività lavorativa e ricreativa, dedicandosi esclusivamente alla preghiera.
Trascorse le 24 ore di digiuno, gli Ebrei solitamente mangiavano i carciofi che per questo motivo furono chiamati "alla giudia".

Ingredienti x 4 persone:
4 carciofi, uno a commensale se non troppo famelici o golosi altrimenti 2 a persona, varietà mammole (quella senza spine)
2 limoni
sale e pepe fresco
olio (la ricetta originaria prevede olio d'oliva ma io preferisco quello di semi)

*Spremete il succo di due limoni in una ciotola capiente e aggiungete l'acqua sino a metà.

*Eliminate le foglie esterne di ogni carciofo e, con un coltellino ben affilato, eliminate partendo dalle prime foglie esterne la parte violacea dei petali eseguendo un taglio quasi a triangolo.
Proseguite a scalare con tutte le foglie sino all'apice e poi tagliate ruotando la lama a spirale sino ad ottenere un carciofo a forma di pallina/fiore.
In internet ci sono molti tutorial sul taglio dei carciofi, la mia tecnica si rifà a quello che ho visto fare dall'ortolano dove Mallo, da bravo romano acquista i suoi carciofi e dove glieli puliscono e preparano al momento :-)
Tagliate i gambi se più lunghi di 5/6 cm e pelateli con il coltello eliminando la parte verde più esterna e trovando l'anima bianca.

* Dopo averli tagliati, strofinateli con la metà dei limoni spremuti in modo che non ossidino e metteteli a bagno nell'acqua acidula.

* Intanto scaldate l'olio sino a 140°. Quest'anno "Babbo Natale Luigi" mi ha regalato parecchie chicche da cucinera, tra questi, un super professional termometro per le fritture!

* Scolate i carciofi e asciugateli bene con la carta da cucina. Salateli e pepateli sia sulle foglie che sul gambo. Quando l'olio è in temperatura fateli cuocere insieme ai gambi per un massimo di 5/6 minuti e poi scolateli e poneteli sulla carta scottex a raffreddare per 10 minuti.

* Ora che sono tiepidi apriteli con le mani come fossero fiori, salateli e pepateli nuovamente.

* Riscaldate l'olio sino a 180° e, aiutandovi con una pinza e una forchetta, immergetevi nuovamente i carciofi a testa in giù e fateli cuocere per alcuni minuti sino a che i petali non diventino aperti come fiori.

* Scolateli di nuovo, salate e pepate definitivamente.



Sentirete che buoni! Luigi li vorrebbe rifare al volo... viziato!

venerdì 3 febbraio 2012

Mr. Gwyn


Baricco lo si ama o odia.
Senza mezzi termini.
Io lo amo.
L'ho incontrato da adolescente, ho danzato con T. D Lemon in Novecento, ho viaggiato per la via della Seta, mi sono commossa di fronte al pittore che dipingeva il mare con l'acqua d'oceano in Oceano Mare.
Ricordo di aver regalato quest'ultimo ad un amico e poi mi sono sorpresa nel vedere appeso, incorniciato per bene e sotto vetro, la fotocopia della prima pagina del libro.
Ricordo di aver letto a Luigi, in una delle prime notti che stavamo insieme, ad alta voce, tutto Novecento in un fiato.

Proprio per questo non potevo resistere all'acquisto!

Mr Gwyn è l'ultimo romanzo di Baricco, dove ritrovare il suo profondo senso estetico delle parole, le inusuali associazioni nella banalità dell'avvenimento, la sorpresa per una storia che ti cattura per la sua poesia e perché in fondo c'è sempre uno spazio dove riconoscersi un po'.

Non lo avevo finito e già ne avevo regalata una copia alla Ninetta.

Mr. Gwyn è un uomo che sento di rispettare, con le sue scelte da portare avanti con decisione e timore, con tutti i 5 sensi più il cuore.
Mr. Gwyn è un intenditore delle cose fatte ad opera d'arte, del silenzio, del rumore del mondo, delle pieghe della pelle, delle cose che si nascondo dietro alle persone.
Mr. Gwyn è uno scrittore che non vuole più scrivere ma vuole creare un lavoro che non c'è e che quindi anche lui non sa se può esserci.

Grande uomo, Mr. Gwyn, mi rimarrà nel cuore per sempre!

Influenza mortale

Da lunedì sera ho iniziato a non sentirmi bene.
Martedì ho driblato la giornata tra un fazzolettino di carta e un appuntamento in studio.
Mercoledì mattina avevo 38 di febbre ma credevo di vincere io.
Mercoledì notte avevo la febbre alta a 39.8, forse per la seconda volta nella mia vita.
Ora sono a casa, al caldo a farmela passare e oggi è il primo giorno che la febbre si mantiene sotto i 38.
Ce la posso fare!

Così vi mostro un Mr Body dormiente perchè, a lui, freddo e neve non piacciono per nulla e se ne sta a poltrire tutto il giorno facendomi compagnia!



E il nuovo piccolo amico di famiglia, un pettirosso che nutriamo in questi giorni di freddo estremo dove il terreno non si offre loro come tavola imbandita!



E poi la fioritura delle orchidee, iniziata con queste meravigliose Dendrobium...



E poi non vi avevo detto come ho inziato il nuovo anno.... queste foto risalgono al 01 gennaio 2012, spero presto di replicare con una nuova seduta!





Vi abbraccio tutti, da lontano, perchè in questi giorni mi sento proprio infettuosa!

***Miss***

lunedì 30 gennaio 2012

rose rosse per te!

Lidya ha la pelle candida come la neve che ha coperto Varese in questo fine settimana.
Perfetta per il tattoo.
Un buon contrasto di nero e un'ottima resa nel colore.

Ha finito la sua coscia e, nonostante le foto siano state scattate poco dopo la seduta, il colore è già brillante e soffice come piace alla famiglia Stopar!

Complimenti cara Lidya, ti aspettiamo per la prossima seduta felici che l'altro cliente sel giorno sarà tuo padre! :-) Che avanti!!!!




Marinai e rondini

Amo le foto d'epoca che hanno a che fare con il tattoo traditional!
Tutti quei ragazzi, con tanto di divisa da marinaio bianca e blu, finalmente giunti alla terra ferma e liberi di godersi la licenza prima del prossimo viaggio, felici di fare la fila per tatuarsi.
E in effetti l'iconografia del tattoo traditional deve molto proprio al loro uso del tattoo come portafortuna, come ricordo delle persone care e, infine, come evidenza dei mari solcati e delle esperienze di vita da esse apprese.

La rondine, ad esempio, veniva tatuata sulla spalla solo a chi aveva percorso almeno 10.000 miglia in mare e al traguardo dei 20.000 essa veniva replicata anche sull'altra spalla facendo di te un evidente marinaio vissuto.
Ovvio che era un sentito simbolo riferito alla famiglia visto che le rondini fanno sempre ritorno al nido che le ha viste nascere ed era sempre buona novella vederle appollaiate alla nave perchè voleva dire che la terra ferma era vicina.
Tatuarsele invece sulle mani era invece un'incitamento a fare le cose veloci, a sbrigarsi oppure veniva inteso come uno che non ci metteva molto ad usarle in caso di rissa.
I carcerati usavano tatuarsele come speranza di libertà ed evasione lontano dal luogo di detenzione.

Sabato scorso Lu ha fatto questa rondinella alla sorella di un nostro cliente e così ho preso la palla al balzo per parlarne un pò!


farfalle e sakura

Olindo, un nuovo cliente, ha terminato in settimana il suo graziosissimo tattoo composto da aria, fiori di ciliegio (sakura) e farfalle.

Il popolo giapponese vede le farfalle come anime dei vivi e dei morti.
Sono considerate simboli di gioia e di longevità.
Poiché escono trasformete in tutta la loro bellezza dopo essere state per molto tempo nelle loro crisalidi, sono anche un simbolo popolare delle giovani donne, rappresentando la loro nascente bellezza e grazia.
Due farfalle che danzano nell'aria, l'una accanto all'altra, rappresentano la felicità coniugale.

E, visto che Olindo ha una splendida famiglia, il suo ingresso nel tattoo giapponese con questo lavoro è davvero in tema!







domenica 29 gennaio 2012

In aperitivo we trust


Ieri nella rete ho trovato questa foto di me con la Gina Ali e Erica all'inaugurazione della mostra di Joao... le facce la dicono tutta! ahahah
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