da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!

Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

lunedì 5 marzo 2012

Immagini impossibili

LA CLESSIDRA

La clessìdra è un dispositivo per la misura dello scorrere del tempo basata su un flusso costante di acqua in uscita da un contenitore.
Il nome deriva dal greco κλεψύδρα (klepsýdra), che letteralmente significa "ruba-acqua". In italiano il termine generico è usato anche per indicare i dispositivi costituiti da due bulbi di vetro collegati attraverso uno stretto foro, al cui interno è collocata sabbia finissima, più correttamente chiamate clepsamie.

Poiché il flusso di acqua non è facilmente controllabile e dipendente da diverse variabili, questo orologio non è né molto preciso né molto accurato. È stato però il primo strumento di misura del tempo indipendente dalle osservazioni astronomiche.

Nella simbologia massonica la clessidra indica che dobbiamo vivere intensamente il momento.
Con l'accumulare della sabbia nella parte inferiore ci viene indicato il tempo che inesorabilmente passa. Nell parte superiore viene indicato il tempo che resta, che deve venire, il futuro e le opportunità.

Tutto questo per indicarci che ogni cosa ha un ciclo con un inizio e una fine.

Un ulteriore aspetto simbolico di questo oggetto è la sua riattivazione semplicemente girandola. Questo ad indicare che ogni aspetto della vita va tenuto attivo altrimenti si spegne.
Non ci sono posizioni privilegiate, ogni aspetto della nostra vita va vissuto in maniera attiva, con la ragione e tutti i sensi.

IL TRIANGOLO
La figura geometrica del triangolo è strettamente legato al numero tre.
Poligono di tre lati, quindi con tre vertici.
Il simbolismo universale del triangolo, si ritrova in tutte le tradizioni, è la manifestazione del ritorno all’unità primordiale.
Esprimeva prevalentemente sia l’idea della divinità, riscontrabile nel simbologia della trinità, sia l'idea dell'ascesi dell'uomo verso la trascendenza divina, l'Universale.
Quindi il microcosmo che si innalza verso un macrocosmo e viceversa, cioè la protezione Divina (o delle potenze celesti) verso l’umanità e la natura.
Nella tradizione pitagorica, in cui si manifesta come Tetraktys, il triangolo simboleggia l’ascesa dal molteplice all’Uno.

Secondo la peculiare interpretazione alchemica, nell’ordine delle figure chiuse, il triangolo si colloca tra il cerchio ed il quadrato, da cui si può dedurre che rappresenti un’entità intermedia tra la sostanza quasi astratta, ovvero spirituale, e la materia che ricade invece sotto i nostri sensi.
Il triangolo è la rappresentazione grafica dei quattro elementi.
Per esempio il triangolo con la punta verso l’alto simboleggia il fuoco e il sesso maschile, con la punta in basso invece sta a significare l’acqua e il sesso femminile.
L’equilibrio dei due triangoli è dato dalla loro unione nella forma dell’esagono stellato, cioè la rappresentazione grafica del sigillo di Salomone, composto dall’incrocio dei due triangoli inversi. In relazione al sole e al grano il triangolo è doppiamente simbolo di fecondità.
Il triangolo equilatero esprime la divinità, l’armonia, la proporzione.

Il triangolo è alla base della formazione della piramide. Come ogni generazione avviene attraverso la divisione, così l’uomo corrisponde ad un triangolo equilatero diviso in due, cioè ad un triangolo rettangolo. Il quale, secondo l’opinione di Platone nel Timeo, rappresenta anche la terra. La trasformazione del triangolo equilatero in triangolo rettangolo con una perdita di equilibrio. Il triangolo equilatero, nella tradizione giudaica, simboleggia Dio, di cui è proibito pronunciare il nome.

FIGURE IMPOSSIBILI
Una illusione ottica è una qualsiasi illusione che inganna l'apparato visivo umano, facendogli percepire qualcosa che non è presente o facendogli percepire in modo scorretto qualcosa che nella realtà si presenta diversamente.
In base al meccanismo che ne è causa quindi, si hanno tre categorie di illusioni:
  • ottiche, quando sono causate da fenomeni puramente ottici e pertanto non dipendenti dalla fisiologia umana;
  • percettive, in quanto generate dallafisiologia dell'occhio. Un esempio sono le immagini postume che si possono vedere chiudendo gli occhi dopo avere fissato un'immagine molto contrastata e luminosa;
  • cognitive, dovute all'interpretazione che ilcervello dà delle immagini. Un caso tipico sono le figure impossibili e i paradossi prospettici.

Sono illusioni cognitive in cui viene percepita erroneamente la geometria dell'immagine o parte di essa. Per esempio linee parallele vengono percepite come divergenti, convergenti o curve. In altri casi due elementi che hanno la stessa dimensione sono percepiti con dimensione differente.

L'effetto può essere causato dal fatto che un'area di colore chiaro tende ad essere percepita come più ampia della stessa area di colore scuro. Questo principio viene utilizzato in architettura per aumentare o diminuire l'altezza o la dimensione apparente di stanze o facciate scegliendo opportunamente i colori.

Un'altra causa è dovuta alla tendenza del cervello a stimare una dimensione basandosi su effetti prospettici o sul confronto con oggetti vicini.

TRIANGOLO DI PENROSE
Il triangolo di Penrose è un oggetto impossibile, ovvero può esistere solamente come rappresentazione bidimensionale e non può essere costruito nello spazio, poiché presenta una sovrapposizione impossibile di linee parallele con differenti costruzioni prospettiche.

Appare come un solido costituito da tre prismi a base quadra uniti tra loro con tre angoli retti a formare un triangolo. Ricordiamo che in geometria euclidea la somma degli angoli interni non può essere superiore a 180° e quindi non può esserci più di un angolo retto.
Fu creato dall'artista svedese Oscar Reutersvard nel 1934 e indipendentemente inventato e reso popolare dal matematico Roger Penrose negli anni 50, che lo ha descritto come l'impossibile nella sua forma pura.

Il triangolo di Penrose compare nelle opere di M. C. Escher, in cui appare l'influenza dell'interesse per gli oggetti impossibili. In particolare nella litografia la cascata, è rappresentato un corso d'acqua a zigzag che fa parte di due triangoli di Penrose allungati, tali che la parte finale del canale sia posta ad una quota più alta dell'inizio e si formi una cascata in grado di azionare una ruota idraulica. Escher ha ironicamente fatto notare che occorre aggiungere periodicamente acqua per compensare l'evaporazione!


IL NASTRO DI MOEBIUS

In matematica, il nastro di Möbius, dal nome del matematico tedesco August Ferdinand Moebius, è un esempio di superficie non orientabile e di superficie rigata.

Le superfici ordinarie, intese come le superfici che nella vita quotidiana siamo abituati ad osservare, hanno sempre due "lati" (o meglio, facce), per cui è sempre possibile percorrere idealmente uno dei due lati senza mai raggiungere il secondo, salvo attraversando una possibile linea di demarcazione costituita da uno spigolo (chiamata "bordo"): si pensi ad esempio alla sfera, al toro o al cilindro. Per queste superfici è possibile stabilire convenzionalmente un lato "superiore" o "inferiore", oppure "interno" o "esterno".

Nel caso del nastro di Möbius, invece, tale principio viene a mancare: esiste un solo lato e un solo bordo. Dopo aver percorso un giro, ci si trova dalla parte opposta. Solo dopo averne percorsi due ci ritroviamo sul lato iniziale. Quindi per esempio si potrebbe passare da una superficie a quella "dietro" senza attraversare il nastro e senza saltare il bordo ma semplicemente camminando a lungo.

L'incisore e litografo olandese Maurits Cornelis Escher, nel 1961, usa il nastro di Möbius per una sua incisione su legno, Striscia di Möbius I. Di due anni più tardi è il suo Striscia di Möbius II.

Nell'opera, una teoria di formiche cammina indefinitamente sul nastro percorrendone tutta la superficie. Lo scultore Max Bill utilizzò il nastro di Möbius in moltissime sue opere. Lui non era a conoscenza di quest'oggetto,che infatti chiamava "nastro senza fine" (Endless Ribbon) ma lo realizzò inconsapevolmente cercando un'idea per una scultura da porre sopra un caminetto elettrico per sostituire le fiamme. Diceva dei nastri senza fine: "Sono convinto che la loro efficacia stia in parte nel loro valore simbolico; essi sono modelli per la riflessione e la contemplazione".

Tutto questo spiegare per aiutarvi a comprendere la simbologia che Yari ha scelto per il suo nuovo tattoo. Eccolo:





Il richiamo di Cthulhu

Cthulhu è una creatura cosmica creata dalla fantasia dello scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft, il cui ciclo letterario più importante è proprio il Ciclo di Cthulhu, anche noto come Miti di Cthulhu.

Cthulhu appare per la prima volta nel racconto intitolato "Il richiamo di Cthulhu" nel 1928.

Cthulhu fa parte della complessa mitologia inventata da Lovecraft e da lui attribuita ad un fittizio manoscritto noto come "Necronomicon" redatto dall'arabo pazzo Abdul Allhazred.

Cthulhu è il principale, nonché il sacerdote, dei "Grandi Antichi", abominevoli creature aliene che si insediarono sulla Terra quando ancora la vita terrestre era agli inizi. Egli infatti giunse con la sua progenie stellare sulla Terra e fondò la leggendaria città di R'lyeh, nella quale fu imprigionato quando le stelle furono allineate correttamente (the stars come right).

Alla vista, la sua manifestazione è di un'enorme sacca molliccia, viscida e flaccida, simile alla testa di un polpo ma gigante come una montagna. La pelle è elastica e traspare da essa l'interno osceno del suo corpo. Il colore interno è una sintesi di tutti i colori cadaverici mentre l'odore che emana è un concentrato dei più pestilenziali e putridi miasmi marini. La testa è contornata datentacoli. I tentacoli finiscono con una specie di bocca nel cui interno si trovano tre denti acuminati. Tra i tentacoli si spalancano occhi fissi che osservano il tutto e il niente.

Nel mito, Cthulhu contatta determinati umani nel sonno, da cui l'infausta nomea del suo richiamo. Da eoni dorme sul fondo del mare, nell'isola di R'lyeh, dove attende sognando.

Il culto è famigerato per l'uso di ritornelli orrendi e apparentemente insensati, come Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn, che significa "Nella sua dimora a R'lyeh il morto Cthulhu attende sognando", spesso abbreviato in "Cthulhu fhtagn".


Luigi adora Lovecraft, lo rilegge ritualmente.

A volte solo racconti sparsi, altre volte l'intera serie di scritti.

Michele ha scelto questo tema per il suo chest.

L'insieme di questi due strambi personaggi ha prodotto questo nuovo tattoo targato Stopar's mansion :-)



il drago e la luna

E' da un pò che non vediamo Dario ma sappiamo che ha passato un periodo difficile e speriamo che tutto si sia risolto al meglio!
Ieri, mettendo mano negli hd di casa, ho ritrovato delle foto che lo riguardano.
Adoro questo back e vorrei vederlo finito presto. Mi piace il contesto notturno, la luna realistica che poi sarà tutta colorata di giallo e la criniera del drago bella pelosetta...

volevo farvela vedere visto che non credo di averla mai pubblicata!




martedì 28 febbraio 2012

la grande Koi

Giuseppe ha finito la schiena ma ha deciso di proseguire il braccio che gli avevamo tatuato parecchi anni fa e che si era fermato sopra il gomito.
In compenso ha deciso che questa volta lo spazio disponibile lo sfrutta proprio al gran completo... ahahah

Ovviamente lavorando all'MCT le foto le scatta luigi con il telefonino e ovviamente sono quel che sono! ;-)
Forse meno professionali ma davvero genuine!






Adoro la maniera nel quale luigi ha sfruttato le onde per la piega polso/mano!!

E intanto parliamo ancora un pò di Carpe KOI:

In Estremo Oriente la carpa è un animale di buon augurio e la sua immagine viene usata spesso nelle espressioni augurali, senza dimenticare che la sua celebrata longevità ne fa un emblema di lunga vita. Effigiata sui tetti delle case, la sua immagine protegge dagli incendi.
La carpa è la cavalcatura e la messaggera degli Immortali, che la usano per innalzarsi al cielo e nel suo ventre trovano messaggi e sigilli. In Vietnam, nei giorni che precedono il nuovo anno, è la carpa a condurre in cielo il Genio del Focolare e nelle feste di metà autunno sempre una carpa protegge le case dai danni della Carpa d'Oro, spirito demoniaco conosciuto nelle leggende popolari vietnamite e cinesi.
Si trasforma in drago
In Cina e soprattutto in Giappone la carpa è il simbolo del coraggio e della perseveranza. Un'antica leggenda cinese racconta di una carpa coraggiosa e perseverante che riuscì a risalire la cascata situata sulla Porta del Drago, lungo il Fiume Giallo, superando ostacoli e spiriti malvagi. Gli dèi, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un grande drago.
Sotto forma di drago la carpa acquisisce il dono dell'immortalità ed è divenuta il simbolo di chi aspira a compiere grandi imprese e non teme di affrontare le avversità della vita. Questo percorso iniziatico simboleggia il percorso dell'essere umano stesso che, se sviluppa in sé costanza e perseveranza, può emergere dalle bassezze della vita e divenire erudito e cosciente di sé, uomo superiore.
Simbolo di virilità
In Giappone la carpa è anche un simbolo della virilità audace e in particolare è l'emblema dei fanciulli. Nel giorno della festa a loro dedicata, in maggio, si appendono carpe (realizzate in carta o in tessuto) in cima a un palo o sui tetti delle case. Secondo una leggenda la carpa è il più coraggioso dei pesci, perché risale a nuoto le cascate e accetta con dignità la morte inevitabile. In Giappone si dice che, a differenza degli altri pesci che tentano di fuggire, quando si trova sul tagliere la carpa non trema e rimane immobile. Allo stesso modo affronta la morte un samurai e così dovrebbe fare il vero uomo.
Per i Cinesi la carpa è anche il simbolo della supremazia intellettuale e offrire una carpa a uno studente, per esempio, è un augurio di successo agli esami.
La carpa koi porta fortuna
Le carpe chiamate koi sono varietà ornamentali della carpa comune; molto colorate, vengono utilizzate per bellezza nei laghetti da giardino e negli stagni, e in Giappone il loro allevamento è molto popolare. Secondo un'ipotesi storica, i primi allevatori furono coltivatori di riso che, notando come la varietà di colori delle carpe fosse ancora più variopinta e bella di quella degli uccelli, ne iniziarono l'allevamento. È una credenza giapponese anche il fatto che questo pesce possa risalire i fiumi: la carpa vive nei fondali melmosi e mantiene torbida e fangosa l'acqua perché smuove continuamente il fondale con il muso. Questo rende impure le acque in cui vive ma per i Giapponesi rimane un vero simbolo. Sempre in Giappone si organizza un campionato dove il primo premio viene vinto dalla carpa più bella. I concorrenti sono allevatori che, attraverso una selezione di incroci tra le varie specie, riescono a creare carpe con riflessi di colori cangianti molto vari e belli.
Il termine giapponese koi significa semplicemente carpa. Esiste però un termine omofono, che si pronuncia sempre koi e significa «amore, affetto», pertanto in Giappone le carpe sono anche un simbolo di affetto e amicizia. Le koi e i tatuaggi di koi sono per tradizione considerati dei portafortuna.
La carpa campa cent'anni
La carpa comune si ritiene originaria della Persia, della Cina, del Mar Nero e del Caspio. Benché non sia un pesce pregiato né particolarmente saporito, molti secoli fa è stata introdotta in Europa per la sua grande capacità d'adattamento ed è facile trovarla nei laghetti artificiali destinati alla pesca sportiva.
È vero che le carpe sono pesci estremamente longevi: si stima possano arrivare a 40 anni d'età e talvolta oltre, ma i Giapponesi amano esagerare e secondo loro le carpe possono battere anche questi record. In Giappone circolano storie di carpe che hanno superato i cent'anni e un leggendario campione di koi pare sia andato oltre i duecento. Inoltre, crescono molto rapidamente: di lunghezza variabile tra i 30 e i 60 centrimetri, eccezionalmente possono andare anche oltre il metro di lunghezza. Sono pesci molto forti ed energici, da qui i loro numerosi attributi simbolici.

domenica 26 febbraio 2012

La signora Oiwa

Lo Yotsuya Kaidan è un testo scritto per il teatro Kabuki nel 1825 che narra la storia di Oiwa e Tamiya Iemon, una una storia di tradimento, omicidio e vendetta.
Probabilmente la più famosa storia di fantasmi giapponesi di tutti i tempi ed è stata adattata per il cinema oltre 30 volte, e continua ad influenzare la filmografia horror giapponese anche ai giorni d'oggi.

Nel primo atto,
Tamiya Iemon è un ronin che sta cercando di mettersi daccordo con il suocero Yotsuya Samon, per quanto riguarda il matrimonio con sua la figlia Oiwa.
Samon rifiuta categoricamente, allora Iemon, preso dalla rabbia lo uccide e poi sposa Oiwa.
La scena successiva si concentra sul personaggio Naosuke che è sessualmente ossessionato dalla sorella Oiwa, la prostituta Osode.
La scena inizia con Naosuke al bordello locale che sta socializzando con Osode quando arriva Yomoshichi, il promesso sposo di Osode, e il proprietario del bordello, Takuetsu.
Naosuke, non essendo in grado di pagare viene sbattuto fuori dal locale.
Poco dopo un furente Naosuke uccide Shozaburo Okuda, il suo maestro, dopo averlo scambiato per Yomoshichi. Questo fatto si verifica al momento preciso dell' uccisione del padre di Oiwa.
E'a questo punto che Iemon e Naosuke, che portano Oiwa e Osode a credere che essi possono vendicare la morte del loro padre. In cambio Osode accetta di sposare Naosuke.

Nel secondo atto,
Oume, la nipote di Ito Kihei, è innamorata di Iemon.
Tuttavia, convincendosi di essere meno attraente di Oiwa, pensa Iemon non diventera' mai suo marito.
A questo punto Oume sfigura Oiwa con un veleno mescolato alla crema per il viso ed Iemon, vedendo la donna così sfigurata decide di lasciarla e chiede a Takuetsu di stuprarla in modo da avere un pretesto per il divorzio. Takuetsu pero', non potendo farlo, mostra ad Oiwa il suo volto sfigurato, ella diventa isterica e, raccogliendo una spada, corre verso la porta.
Takuetsu cerca di fermarla, ma nel tafferuglio è ferito a morte e, mentre giace sanguinante, maledice il nome Iemon.
L'atto 2 si chiude con la morte di Oiwa e le nozze tra Iemon e Oume

Nel terzo atto i restanti membri della famiglia Itô sono annientati.
Iemon getta Oyumi, la madre di Oume, nel canale Onbô uccidendola.
Nel frattempo Naosuke arriva in incognito come Gonbei, un venditore di anguille, e ricatta Iemon con la consegna un documento prezioso.
L'atto si conclude con Iemon che pesca sul canale Onbô, mentre sul ponte Yomoshichi e Naosuke lottano per il possesso di un biglietto.

In apertura del quarto atto Naosuke sta facendo pressioni su Osode per consumare il matrimonio, a cui lei sembra stranamente avversa.
Yomoshichi appare e accusa Osode di adulterio.
Osode si rassegna alla morte per espiare la colpa e convince Naosuke e Yomoshichi ad ucciderla. Essa lascia un biglietto d'addio dal quale Naosuke apprende che Osode era, in realtà, sua sorella più giovane e per la vergogna si suicida.

Nell'ultimo atto Iemon, ancora perseguitato dal fantasma di Oiwa, fugge in montagna, ma inizia ad impazzire e l'atto si conclude con Yomoshichi che uccide Iemon.

Oiwa è un onryō , un fantasma che cerca vendetta e il suo forte sentimento la obbliga a rimanere sulla terra. Conserva la maggior parte dei tratti comuni dei fantasmi giapponesi, tra cui l'abito bianco che rappresenta il kimono usato per la sepoltura, i capelli lunghi e faccia cadaverica.
Ci sono tratti specifici di Oiwa che la distinguono fisicamente da altri onryo: il più famoso è l'occhio sinistro, che si piega sul viso a causa del veleno datole.
Spesso è raffigurata parzialmente calva.

Si suppone che la signora Oiwa sia sepolta in un tempio, il Myogyo-ji, in un quartiere di Tokyo . Prima della messa in scena di un adattamento dello Yotsuya Kaidan e' tradizione che gli attori si rechino in pellegrinaggio alla tomba della Signora Oiwa a chiedere il permesso e la benedizione per il loro spettacolo.

Spesso la signora Oiwa viene rappresentata come una lanterna di carta animata, consumata e lacera.


Adoro la Signora Oiwa, da sempre e sono felice di questa scelta per il nostro Gianni :-), una scelta di gran classe!

kirin in volo!

Si racconta che un certo Iseya Kichibee, se ne stava sdraiato sulla terrazza di casa con il naso all'insù. Era un cielo completamente sgombro da qualsiasi nuvola, tant'è che ad un certo punto, il suo sguardo captò qualcosa nel cielo; aguzzando la vista, si accorse che effettivamente, quel qualcosa si stava avvicinando sempre di più. Guardando meglio, riuscì a capire che si trattava di una bestia a quattro zampe di sicuro, che se la camminava tranquillo a mezz'aria. Allora si ricordò della figura mitologica del Kirin. Chiamò qualcuno per avere la conferma di quello che aveva visto, ma ahimè non c'era nessuno nei dintorni. Così rimase ancora un po' ad osservare quella creatura, fino a vederla scomparire dalla sua vista.

Stando alla leggenda, il Kirin nacque dall'unione di un drago e una mucca, anche se a conti fatti questo animale è rappresentato con il corpo di cervo e la testa di drago (e in alcuni leggende è anche descritto come animale alato). Appare ogni mille anni e il suo avvistamento è visto di buon auspicio, tant'è che si usa collegare la sua apparizione ad eventi importanti che accadono nel mondo o alla nascita di personaggi di essenziale importanza.

Per un certo periodo di tempo, si pensò che questa creatura esistesse veramente, in quanto vennero pervenute delle ossa di Kirin sul monte Katsuragi...solo in seguito si scoprì che in realtà erano solo delle ossa di un cervo molto grande.

La sua provenienza è quindi ancora legata al mistero, ma se per caso, in un giorno sgombro di nuvole, voi riusciste a vederlo passeggiare nell'azzurro, sareste le persone più fortunate del mondo.


A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento?

Sono una tipa anti telefonino, chi mi conosce lo sa!
Il mio cellulare è vecchio e piccolo, fa quello che deve fare e la definizione delle sue foto è pessima.
Ma per me basta e avanza!
Anzi, soprattutto avanza!
L'altro giorno però aspettando Luigi in macchina ho dato un occhiata alla gallery delle foto del suo cell e mi sono sorpresa di trovarci un pò di tutto: cose vecchie, cose nuove, cose che mi fanno pensare e sorridere!
Parto oggi con questa visione d'insieme di avvenimenti inediti e non della family!

un pentacolo felino... gli swifferini all'attacco del cibo!

Luigi e uno dei piccoli teppisti!

Dopo aver letto tanto dalle amiche mamme blogghiste e principalmente dalla Nicoz, anch'io come mamma gatta mi sono dovuta organizzare. Eccomi con la prima fascia porta gattino! ahahah

Una delle ultime poppatine degli swifferini davanti al finestrone del salotto!

allattamento sul divano!

Giochi in cucina

e dormite al sole!

Questo trittico merita il suo momento di gloria! In una visita serale della mia Gina Alice, tutti abbiamo approfittato dei suoi occhiali da gatta e devo dire che forse stanno meglio a Luigi che a noi due ahahahahah



Questo autunno abbiamo dedicato del tempo alla ricerca di una buona offerta per comprare casa e volendo vivere nel verde, siamo capitati anche a Ferrera di Varese scoprendo che ha splendidi boschi e una meravigliosa cascata.
La cascata Fermona, formata dal torrente Msrgorabbia si trova vicinissimo al centro del paese e vi si arriva percorrendo un largo sentiero. Avvicinandosi si sente lo scrosciare dell'acqua con il suo volo di 30 metri e uno splendido laghetto verde che si è formato ai piedi della caduta d'acqua. Un posto incantevole dove godersi davvero una bella energia e una grande sensazione di pace!

Lu nei boschi di Ferrera

La splendida cascata Fermona

Questa una fioritura di Ariocarpus dello scorso ottobre!

Un amico Riccio che nutriamo ogni sera e che ringrazio per la severa pulizia che ogni giorno mi regala alle ciotole dei gatti!

Luigi al belvedere sopra Trarego Viggiona un paese sul lago Maggiore dal lato piemontese dove avevamo visto una casa magnifica. Purtroppo è stata acquistata prima che potessimo anche solo pensarci, e ci credo: era un vero sogno!

In giardino,davanti alla porta finestra della cucina, da quando viviamo in questa casa, governano la scena uno shiva di peltro e un buddha tutto cicciotto.
Anche con le nevicate di quest'inverno loro sono stati irriducibili e ligi al dovere! ;-)

In questi giorni di sole, quasi primaverili, abbiamo notato il prematuro risveglio del nostro maschio di hermanni. Lo fa tutti gli anni al primo accenno di cambio stagione, si sveglia, esce dalla tana dove è stato in letargo da ottobre e si prende delle belle dosi di sole. Ancora non mangia, è molto rallentato e tutto ricoperto di terra.
Ben svegliato Gwar!

Per chi non avesse fatto collegamento questo è il padre dei cuccioli di swiffer dello scorso luglio.
Incredibile quanto abbiano vinto i suoi geni!

E questo è il nuovo corteggiatore che la assilla ora che sta rientrando in estro.

Swiffer nel suo habitat naturale!




E per finire una foto di ieri sera. Mr Body trasformato in un perfetto Bodhisattva.

Dalla mansion è tutto!!!

:-)

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