da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

lunedì 1 agosto 2016

Gli spiriti degli alberi

Un Kodama nella tradizione giapponese è uno spirito che risiede negli alberi antichi.


Esitono tre diversi modi di scrivere in kanji la parola KODAMA. Uno di questi, il più antico, ha un significato molto ambiguo. La parola stessa è composta dal kanji KO che significa vecchio, DA che significa molti e MA che significa diecimila.
Negli anni il modo di scrivere la parola KODAMA cambiò e divenne formata da KO che significa albero e DAMA che significa anima.


Il KODAMA inizialmente era considerato uno "spirito della natura" ovvero un KAMI, uno spirito capace di spostarsi da albero ad albero e che sapeva imitare i suoni della natura e le voci umane creando anche il fenomeno dell'eco.
Poichè i KODAMA sono creature dai poteri straordinari, abbattere un albero ritenuto dimora di uno di loro era considerato fonte di grande sventura.
Per questo motivo i giapponesi usano segnalare gli alberi antichi con la corda sacra chiamata SHIMENAWA.

 
Le SHIMENAWA (letteralmente: corda delimitante) sono corde di canapa e paglia di riso usate per i rituali di purificazione nello Shintoismo. Il diametro di tali corde può variare da pochi centimetri a diversi metri e di solito vengono decorate con uno SHIDE ovvero un pezzo di carta bianca piegata a forma di fulmine.



La sua funzione è di separare il mondo terreno, rappresentato dalla società umana, da quello ultraterreno simboleggiato da santuari.
Si possono trovare in molti luoghi, su rocce dalla forma insolita presso la costa, attorno a massi o a grossi alberi.

 
Inoltre, delimitare l'area attorno ad un santuario o un oggetto di culto con una corda ha la funzione di esorcizzare calamità e malasorte. Viene considerata la prova che l'oggetto avvolto o l'area delimitata è residenza di una entità divina.


Durante il capodanno Giapponese è tradizione avvolgerle al cancello di ogni casa, alle entrate, all'automobile o alla bicicletta, per tenere lontana la sfortuna e le disgrazie per l'anno nuovo.

 
Nel Sumo, solo allo YOKOZUNA, il titolo di maggiore prestigio, è consentito portare avvolta alla vita una SHIMENAWA, evidenziandone così l'unicità e la sacralità.

 
Ancor oggi nelle risaie, si estendono attorno al punto dov'è caduto un fulmine, annodandole a canne verdi di bambù. Queste pratiche per propiziare un abbondante raccolto variano di regione in regione.


Secondo lo shintoismo la paglia da usare non è quella delle piante dopo il raccolto, ma quella ottenuta facendo essiccare le pianticelle di riso ancora verdi prima della nascita dei germogli.
Il materiale adeguato per produrre una SHIMENAWA si ottiene mescolando in proporzioni uno a cinque la canapa e la paglia di riso, il tutto ben pressato in modo da rimuovere gli oli vegetali.

Ma tornando ai nostri KODAMA: vederne uno è reputato un buon auspicio perché significa che il luogo è vitale e pieno di energia positiva.


Intorno al periodo Edo, i KODAMA persero il loro rango di dei della foresta e sono stati inclusi tra gli YOKAI, spiriti onnipresenti nella tradizione giapponese.

Nessuno è d'accordo sull'aspetto dei KODAMA.
Nelle antiche leggende o sono invisibili o sono indistinguibili dagli alberi normali.


E per chi come noi è fanatico dei lungometraggi di Miyazaki sicuramente ricorda nella "Principessa Mononoke" quelle buffe spettrali apparizioni che raffiguravano proprio gli spiriti degli alberi.


Vorrei ricordare che esistono tutt'oggi meravigliosi Festival dove vengono festeggiati i KODAMA che abitano piante secolari tipo:

***KODAMA MATSURI CHOSENJI TEMPLE
Questo splendido tempio diviene meta di pellegrinaggio dai primi di maggio per la splendida fioritura di un glicine viola di  650 anni. Esso è infatti ritenuto monumento naturale dalla Prefettura di Saitama, Kanto dal 1959.


Questo meraviglioso antenato ha una base del tronco un diametro di 3.5 metri e la sua chioma viene divisa in 7 tronchi principali che magnificano il giardino con grappoli della lunghezza di 1 metro, 1 metro e mezzo.


Voglio cercare un tutorial perchè vorrei contrassegnare dei centenari di Duno... sono alberi che hanno visto altri tempi e non ci si dovrebbe dimenticare di rispettarli e proteggerli.

Vi terrò informati!

Buona giornata a tutti!
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