da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

lunedì 3 dicembre 2012

Faro, guida del marinaio

Un FARO è una struttura, in genere una torre, dotata alla sommità di un sistema capace di emettere potenti segnali luminosi di aiuto e di riferimento nella navigazione, costituita da unalampada ed un sistema di lenti

 Sono situati in prossimità di luoghi di atterraggio, di luoghi pericolosi o di altri luoghi ove sia utile avere un punto notevole percepibile a distanza elevata durante la navigazione costiera. Sono chiaramente segnati sulle carte nautiche che ne riportano anche l'altezza focale, assieme alla caratteristiche del segnale luminoso emesso che li individua in modo univoco.

 Di largo uso nel passato, oggi il numero di nuovi fari costruiti è quasi fermo, sostituiti da sistemi digitali di aiuto alla navigazione. I fari ancora operativi stanno invece subendo un processo di automazione totale per ridurne i costi di gestione e manutenzione.

La storia dei fari è antica e s'intreccia strettamente con la storia della navigazione.
Nell'antichità, questa era inizialmente prevalentemente costiera e diurna, ma l'evolversi della navigazione commerciale portava spesso l'uomo a navigare anche di notte.
Nacquero così i primi fari, costituiti da falò di legna accatastata in punti prominenti della costa per riferimento nella rotta dei naviganti, indicando zone di pericolo o di approdo. Lungo le rotte più importanti nacquero successivamente i primi veri porti e con loro i primi veri fari, probabilmente strutture rudimentali in legno o ferro su cui veniva innalzato mediante un sistema di carrucole un braciere metallico contenente combustibile.

È solo attorno all'anno 300 a.C che sorsero le due grandi strutture che rimarranno per secoli esempi unici di fari monumentali.
Il Colosso di Rodi, considerato una delle 7 meraviglie del mondo, era un statua enorme, alta circa 32 metri che rappresentava il dio del sole, con un braciere acceso in una mano, collocata sopra l'entrata del porto.
La statua ebbe vita breve, distrutta successivamente da vari terremoti.

 L'esempio più illustre dei fari dell'antichità, un'altra delle 7 meraviglie del mondo, fu il Faro di Alessandria, la città fondata in Egitto da Carlo Magno.
Con una torre di altezza stimata tra 115 e 135 metri, rimase per molti secoli tra le strutture più alte realizzate dall'uomo. Un fuoco acceso in sommità emetteva un segnale luminoso che, grazie ad un sistema di specchi che si diceva ideato da Archimede, aveva una portata di oltre 30 miglia.
Il faro fu successivamente danneggiato gravemente nel 641 nella conquista araba della città, terminando la sua funzione di lanterna. La torre crollò nei secoli successivi distrutta da diversi eventi tellurici

Con l'affermarsi del dominio navale dell'Inghilterra, il XIX secolo fu il secolo della farologia, dove si assistette alla nascita di meraviglie dell'ingegneria soprattutto lungo le coste di Inghilterra, Scozia e Irlanda, spesso su scogli appena affioranti.
Esempi degni di nota furono il faro di Skerryvore in Scozia (altezza 48 metri, portata 26 miglia), il faro di Longship in Cornovalia (altezza 35 metri, portata 18 miglia), il faro di Bishop Rock, sempre in Cornovaglia (altezza 44 metri, portata 24 miglia), e quello di Fastnet in Irlanda (altezza 54 metri, portata 27 miglia). 

Una figura importante nel faro è sempre stata quella dell'uomo, il "guardiano del faro".
I primi, nell'antichità, furono probabilmente schiavi col compito di raccogliere e accatastare la legna ed alimentare per tutta la notte i falò.
Nel Medioevo questa funzione venne svolta in modo volontario dai monaci dei monasteri, che dovevano considerare loro dovere prestare aiuto ed assistenza alle navi di passaggio.
Tale compito diventò un vero e proprio mestiere nell'Ottocento, con l'aumento del numero di fari.
La funzione dei guardiani era di rifornire il combustibile della lampada, accendere e spegnere la lampada, tenere puliti i vetri delle lenti e delle finestre, mantenere in efficienza il meccanismo di rotazione delle lenti.
Nel 1907 fu inventata la valvola solare che, introdotta nei fari, ne permetteva l'accensione e lo spegnimento automatico con la luce del sole.
Ma la valvola solare, l'elettrificazione e l'automazione dei fari resero sempre più obsoleta la figura del guardiano. Tuttavia la funzione del guardiano rimase ancora per diversi anni, in parte anche per compiti di personale di salvataggio in caso di necessità.
In America l'ultimo guardiano del faro ha cessato il servizio nel 1990.
Attualmente i fari sono dotati di sistemi di automazione totale, dove un faro o un gruppo di fari, possono essere comandati a distanza via computer, restringendo la manutenzione ad un visita periodica.


In Italia, dal 1961 è San Venerio, il santo protettore dei faristi, ovvero coloro i quali si occupano del funzionamento dei fari marittimi.





Nella simbologia il FARO è simbolo/guida del poeta nel caos che la quotidianità propina. Simbolo solitario che aiuta a realizzare il desiderio di salvezza metafora di luce che guida il nostro cammino, o ci riporta a ritroso, ai ricordi del passato e della fanciullezza, facendoci rivivere, in una spiaggia dimenticata, la felicità d’un tempo che mai più ritornerà o di un amore lontano. Ora associato all’aquila, anch’essa metafora di alti ideali, il faro diventa il nido di quest’uccello...
Metafora della luce divina che guida la vita dell'uomo oppure fiamma alimentata da Dio per vegliare il cammino dell'uomo che attraversa la notte scura.
 
Con questo pretesto vi mostro le foto del faro di Marino guarito... :-)








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