da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

sabato 3 agosto 2013

ALBERTO E IL SUO POETICO BACK

Ci tenevo a pubblicare un lavoro finito da qualche tempo, già pubblicato su altri canali ma mai postato qua. Seguendo la mia solita prassi di spiegarvene anche il significato.
Parliamo di Alberto, che ha scelto una Gru come soggetto principale per la sua schiena.

La Gru della Manciuria (Grus japonensis) è un uccello della famiglia delle Gruidae.
con i suoi 139 cm di altezza domina su tutte le creature che si trovano negli acquitrini o paludi dove essa generalmente vive.
Quando è adulta è di colore bianco candido con una chiazza rossa sulla testa che diventa di colore più acceso quando è irritata o eccitata.
Il maschio raggiunge i 15 kg di peso, che ne fa la Gru più pesante al mondo.


La gru giapponese è simbolo di pace e lunga vita.
Nel Sol levante la chiamano “tancho” e si dice possa vivere mille anni. 
In Giappone le gru della Manciuria si trovano solo nell’isola di Hokkaido: sono un’eccezione, perché la maggior parte vive in Siberia e in autunno migra verso la Corea e altri Paesi dell’Asia orientale, per svernare. A Hokkaido c’è una piccola popolazione stabile di questo raro uccello, in pericolo di estinzione.

Famosa è la triste vicissitudine di Sadako Sasaki, una bimba giapponese vissuta nei pressi del Ponte di Misasa, a Hiroshima. 
Aveva solo 2 anni quando la bomba atomica "Little Boy" fu sganciata sulla sua città natale il 6 agosto del 1945.
La piccola Sadako si trovava a casa, a circa 2km dal centro dell'esplosione. Sopravvisse crescendo forte, coraggiosa e atletica. Ma, nel 1954, all'età di 11 anni, mentre si stava allenando per una gara, fu colta da malore e cadde a terra. Le venne diagnosticata una grave forma di leucemia, conseguenza delle radiazioni della bomba atomica.


La sua migliore amiche le parlò dell'antica leggenda secondo cui, chi fosse riuscito a creare mille gru di carta piegata (origami), simbolo di lunga vita, avrebbe potuto esprimere un desiderio e vederlo avverarsi.
Fu lei a piegare la prima gru di carta e Sadako continuò a produrle con costanza e determinazione per il resto della sua breve vita.


Durante i quattordici mesi di ospedale Sadako realizzò gru di carta con qualsiasi materiale a sua disposizione, persino con le confezioni dei suoi stessi farmaci.

Secondo alcune fonti Sadako ne realizzò ben 1300 prima di morire ma, secondo l'autrice del romanzo "Sadako and the Thousand Paper Cranes", sarebbe riuscita a realizzarne solo 644 e le restanti furono aggiunte dai suoi amici e parenti.
Infine tutte le gru furono sepolte con il suo corpo.


La gru è simbolo di una lunga e felice vita coniugale, è un animale che rimane fedele al suo compagno per tutta la sua esistenza. Quando nascono i piccoli, il maschio collabora con la compagna aiutandola a covare le uova per 5 settimane.
Normalmente nascono 2 piccoli che escono dell'uovo a distanza di 2 o 3 giorni l'uno dall'altro.
Queste gru sono genitori molto attenti ai piccoli che devono da subito adattarsi ai molti cambiamenti di clima.
La loro danza è spettacolare e coreografica ispirando un concetto di purezza e nobiltà.



Già nel periodo degli shogun venivano considerate sacre e venivano dipinte nei templi simboleggiando fedeltà, felicità e fortuna.


La si ritrovava spesso ricamata sui kimono, soprattutto quelli indossati per i matrimoni.
E non venivano cacciate.


Per immortalarle, l'artista Sotatsu, vissuto all'inizio del XVII secolo, ne dipinse 100 in un rotolo lungo 15 metri.


Al di fuori del contesto giapponico, la Gru nell'antichità veniva ammirata per la sua capacità di volare senza stancarsi e una sua ala serviva come amuleto contro la stanchezza.
Per ragioni oscure questo uccello era sacro a Demetra, la Dea della semina.
La sua migrazione, che annunciava la primavera, ne fece il simbolo della rigenerazione (e in età cristiana simbolo della resurrezione), mentre i suoi appariscenti passi d'amore divennero la quintessenza della gioia di vivere e dell'amore.
Come l'ibis anche la gru attirò su di sè l'attenzione in quanto sterminatrice di serpenti.

E ora vediamo la realizzazione di questo tema sviluppato da Alberto e Luigi












adorabile vero?

Baci
***Miss***
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