da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

mercoledì 17 marzo 2010

prima seduta colore Alice Sista

Stamattina era appuntamento con il tattoo per Alice.
Lo sfondo del suo braccio è completo e siamo passati al colore.
Per oggi abbiamo colorato il vajra tenuto da una zampa di tartaruga.

Siamo proprio soddisfatti, questa arm suites è come lei, bella e elegante pur restando decisa e presente! ;)

per chi non lo sapesse... il solito angolo "cultura":

VAJRA

Vajra è un termine Sanscrito che significa sia fulmine che diamante oltre che un oggetto simbolico che lo rappresenta nell'Induismo e nel Buddhismo, particolarmente nel Vajrayana tibetano.
L'equivalente in tibetano è detto dorje, che è anche un diffuso nome di persona in Tibet e in Bhutan.
Nella mitologia induista il vajra, che rappresenta il fenomeno naturale del fulmine, viene impugnato come arma da Indra, Re degli dei, in modo del tutto simile a Zeus, il Padre degli dei nella mitologia greca.
Il vajra rappresenta l'indistruttibilità, come l'arma più potente, ha la qualità di non poter essere usato in modo inappropriato e ha la proprietà di tornare sempre a chi lo impugna.

Si narra che il vajra sia stato fatto con le ossa dell'asceta Dadhichi per uccidere Vritra. Questi era sotto la protezione di Śiva il quale gli aveva promesso che non sarebbe stato ucciso né da armi metalliche che non metalliche, né prodotte dall'uomo né dagli dei.
Il vajra, quindi, trascende tutte queste categorie simboleggiando la natura stessa della realtà.
Da questa simbologia, il vajra come simbolo della natura del reale, la trasformazione e l'uso nel Buddhismo diventa chiara con l'identificazione di quella natura con il concetto di Vuoto (Sanscrito: sunyata).

Il vuoto, la natura stessa dell'illuminazione, è come un fulmine e indistruttibile come il diamante.

Questo concetto viene ad assumere un carattere così centrale nella speculazione buddhista da dare il nome alla terza grande trasformazione del buddhismo con il Vajrayana cioè Veicolo di Diamante dopo lo Hinayana e il Mahayana.

Come oggetto fisico il vajra viene rappresentato in pittura e scultura, così come in bronzetti.
Questi sono composti da una sfera centrale, da due loti con otto petali, posti simmetricamente ai lati della sfera, da cui partono dei denti che si allargano per poi congiungersi in due punti in asse tra loro, uniti con un dente centrale secante perpendicolarmente la sfera.
La sfera centrale simboleggia il Vuoto, da cui si diparte il fenomenico, ovvero i 'denti', che poi tornano ad unirsi. I due loti rappresentano i due poli opposti di Nirvāṇa e Saṃsāra, fondamentalmente identici dal punto di vista del Vuoto.













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