da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

martedì 10 luglio 2012

Jurojin e Kirin

Della creatura mitologica Kirin ne avevamo parlato qua ma la fine del progetto per Alberto mi da l'opportunità di poter parlare di altre figure mitologiche che appartengono alla tradizione giapponese ovvero le Sette divinità della fortuna.

LE SETTE DIVINITA' DELLA FORTUNA

Le Sette divinità della fortuna (shichifukujin 七福神) occupano un ruolo fondamentale nella vita religiosa dei giapponesi.
Il termine collettivo Fukujin (福神) che viene dato a queste divinità viene generalmente tradotto come “dèi/geni della felicità”.
Il termine fuku (福), significa “prosperità”, “benessere”, “beni terreni”. Ma l’espressione fuku denota la nozione di lunga vita, salute, benessere, amore della virtù e morte dopo una veneranda età, desideri che vengono denominati i “cinque fuku” o “le cinque felicità”.

Essi sono: Ebisu, Daikoku, Benzaiten, Bishamonten, Fukurokuju, jurojin e Hotei.

Sono i benefici che le divinità offrono ai devoti a rendere possibile la loro fusione e la loro interscambiabilità di status, che si concretizza nella loro capacità, o meglio nella loro specializzazione, nel fornire particolari benefici.
Il risultato di questa fusione ha portato alla sovrapposizione e, in alcuni casi, a confondere l’identità stessa della divinità. Ebisu, ad esempio, risulta avere più di un’identità, in base alla località in cui lo si venera e in base a quali benefici può fornire. Egli viene considerato un ta no kami (dio della risaia) nell’ambiente rurale, mentre viene considerato una forza benefattrice, identificata con svariati oggetti ritrovati o pescati in mare, dai villaggi di pescatori.
Tradizionalmente rappresentati come sette figure bonarie, i shichifukujin sono un elemento iconografico fondamentale per lo shogatsu, il capodanno giapponese, oltre a essere raffigurati negli oggetti e nelle merci più disparate del merchandising, come, ad esempio, nel caso di Ebisu, dove il kami presta il suo nome a una famosa marca di birra giapponese.
I shichifukujin, come simboli della buona fortuna, appaiono spesso in pubblicità per istituzioni finanziarie, come il kōfuku kurejitto (credito della buona fortuna), che pubblicizza i suoi servizi finanziari utilizzando i sette dèi della fortuna, raffigurati con il takarabune, la nave dei tesori.

Sebbene i shichifukujin vengano generalmente venerati in gruppo, questo non significa che non vi siano culti indirizzati alla sigole deità.

EBISU

 
Ebisu talvolta trascritto come Yebisu, chiamato anche Hiruko è il dio giapponese dei pescatori, della buona sorte e dei mercanti nonché il guardiano della salute dei bambini piccoli.
È una delle Sette Divinità della Fortuna ed il solo dei sette che ha origine giapponese.

Ebisu è una delle divinità maggiormente venerate in tutto il Giappone, in particolar modo dall’industria del pesce e dai villaggi di mare. Tradizionalmente indossa vestiti da campo o da pescatore e porta un alto cappello — il Kazaori Eboshi.
In una mano tiene una canna da pesca e sotto l’altro braccio tiene un grosso tai, un pesce simile all'orata. Qualche volta Ebisu viene rappresentato mentre tiene la sua canna da pesca con entrambe le mani, e tira su un grosso pesce impigliato all’amo.


 La festa di Ebisu viene celebrata il ventesimo giorno del decimo mese, Kannazuki (il mese senza dei).

Ebisu è spesso appaiato con Daikokuten, un altro dei Sette Dei della Fortuna.
In certe versioni del mito, sono padre e figlio (o maestro e allievo).
Questi due sono anche spesso associati a Fukurokuju e visti come i "Tre Dei della Fortuna".

Una versione della storia di Ebisu racconta che egli era originariamente chiamato Hiruko, che significa "bambino sanguisuga". Fu il primo figlio di Izanagi e di Izanami, nato senza ossa (in alcune storie viene raccontato che non aveva né braccia né gambe) a causa di una trasgressione al rituale matrimoniale fatta da sua madre. Hiruko dovette lottare per sopravvivere e, siccome non poteva stare in piedi, fu mandato nel mare su una barca di giunchi prima del suo terzo compleanno.
Il mare lo gettò sulle rive dell'isola di Hokkaidoe fu raccolto e curato da Ebisu Saburo (戎三郎).
Il bambino debole superò molte prove, gli crebbero le gambe (e anche il resto delle ossa) e divenne il dio Ebisu. Rimase leggermente disabile e anche un po' sordo, ma il suo carattere allegro gli fu di buon augurio (viene anche chiamato "Il Dio Ridente").

DAIKOKUTEN

Daikokuten, letteralmente significa Dio delle tenebre ed è una delle Sette Divintà della Fortuna.
Questa deità è l'evoluzione del Dio Hindi Shiva.
Il nome è l'equivalente giapponese di Mahakala, un altro dei nomi di Shiva.
Esaltata come divinità domestica Daikoku è associato alla ricchezza e alla prosperità dando luogo ad una strana usanza conosciuta come Fuku-nusubi.
Questa usanza è iniziata con la convinzione che se si rubano immagini votive senza essere visti e sorpresi nell'atto ci si assicura ugualmente il beneficio di tale deità.
Nel corso del tempo furto di immagini divine è diventa una pratica così comune in Giappone che la Toshi-no-ichi (il mercatino di fine anno che si tiene al Tempio Asakusa Kannon) è diventata la sede principale della vendita e dello smaltimento di tali immagini al pubblico.

Daikoku è variamente considerato il dio della ricchezza, o della famiglia, in particolare la cucina.
Egli è riconosciuto dal suo ampio volto, sorriso, e un cappello nero piatto. Egli viene spesso raffigurato in possesso di un martello d'oro chiamato Uchide non Uchide non kozuchi , altrimenti noto come un martello magico apace di creare denaro, ed è spesso raffigurato seduto su balle di riso con i topi nelle vicinanze a indicarne l'abbondanza.

BENZAITEN

Di Benzaiten o Benten ne avevamo già parlato qua.
Ma un'altra forma di Benzaiten sarebbe quella di Uga no kami, conosciuta anche come Ukemochi no Kami (il Kami protettore del cibo), divinità dei cinque tipi di cereali molto popolare in Giappone.
Uga no kami viene considerata la divinità centrale nel pantheon di Inari e riceve culto nel terza vetta del monte Inari, a Mannaka Shino no Yashiro. In questo santuario Uga no kami e Inari vengono combinati insieme per creare Ugadama: essi sono Kuku no kami, la divinità degli alberi e Kaya no hime no kami, la dea dell'erba e delle alghe.

Benzaiten inoltre viene conosciuta anche come la bianca dama serpente. Il serpente, oltre a essere un simbolo di fertilità e di sessualità, viene associato ai fiumi, mari e all'acqua in generale e viene vista come una divinità agricola in grado di assicurare la fertilità dei campi di riso, i quali richiedono inondazioni durante i primi periodi della coltura del riso. Per questo motivo Benzaiten viene associata a Uga no kami.


BISHAMONTEN

Bishamonten (anche solo "Bishamon") è il dio della guerra e dei guerrieri, punitore dei malvagi, tradizionale custode dei templi shinto, generalmente rappresentato in armatura, con una lancia in una mano ed intento a sorreggere con l'altra mano unapagoda dorata rappresentante il forziere divino, il cui contenuto egli al contempo protegge e distribuisce.

È anche noto come Tamonten, che significa "colui che ascolta molti insegnamenti", poiché è considerato protettore dei luoghi in cui il Buddha ha predicato. La sua dimora è a metà delle pendici del Monte Sumeru.


E' il più importante dei Quattro Re celesti del buddismo, equivalente del dioinduista Kubera.

JUROJIN

 
Jurōjin, conosciuto anche con il nome di Gama, è una delle sette Divinità della fortuna.
Si tratta della divinità della longevità.

Viene raffigurato come un anziano sempre sorridente, con una lunga barba bianca e calvo, porta un bastone e un ventaglio.
Spesso è raffigurato con un rotolo legato alla veste su cui è scritta la durata di tutte le cose viventi.
Il cervo, animale simbolo di lunga vita, di solito (ma non sempre) lo accompagna come un messaggero, così come altri animali più longevi, come la gru o la tartaruga.
Jurōjin viene spesso identificato con Fukurokuju: si dice che i due abitino lo stesso corpo.


HOTEI 
Hotei è noto anche come Buddha felice Buddha sorridente, Buddha grasso.
E' una figura ricorrente nell'iconografia buddista cinese, interpretato a volte come un personaggio storico realmente esistito, e a volte come rappresentazione del prossimo Buddha, Maitreya.
La sua figura è stata anche inglobata nel taoismo e nello shintoismo.

Esistono due interpretazioni sulla figura di Hotei.
La prima sostiene che fosse uno dei primi diciotto arhat del Buddhismo; il suo nome era Angida ed era un abile cacciatore di serpenti, ma dopo averli catturati toglieva loro il veleno per evitare che mordessero i passanti e poi li liberava, e per la sua bontà ottenne l'illuminazione.

La storia più nota sostiene invece che fosse un monaco Chan che visse durante la dinastia Liang.
Si dice che al momento della sua morte abbia composto il seguente inno: Maitreya, il vero Maitreya / Ti manifesti in molteplici forme/ Spesso ti riveli alla gente del tempo / Altre volte non ti riconoscono. Anche per questo motivo è generalmente identificato con Maitreya.

Hotei è sempre rappresentato grasso e calvo, con una sacca sulle spalle o sotto il braccio (dalla quale prende il nome) che non si svuota mai e con la quale nutre i poveri e i bisognosi; è piena di piante di riso (simbolo di abbondanza), dolci, cibo e molte cose di grande valore.
Spesso ha con sé una ciotola da elemosine, che rappresenta la sua natura di monaco buddista. Il suo ruolo è di proteggere i deboli, i poveri e i bambini, ed è spesso ritratto accanto ad essi. 
Nelle raffigurazioni giapponesi, Hotei è talvolta seduto su un carro condotto da ragazzi, o sventola il ventaglio che esaudisce i desideri (oogi, il ventaglio usato cerimonialmente dai potenti per dimostrare di accettare la richiesta di un vassallo).

Nei templi Chan e Zen una sua statua è generalmente posta all'ingresso con il viso sorridente rivolto verso l'ingresso.

Nel taoismo Hotei è considerato una divinità dell'abbondanza e della soddisfazione, dell'accontentarsi di quel che si ha. 
La grande pancia è simbolo di gioia, fortuna e realizzazione; inoltre, nella tradizione cinese la pancia è considerata la dimora dell'anima, e la sua dimensione può essere considerata un'allegoria per la sua grande bontà.
Secondo una tradizione popolare, sfregando la sua pancia è possibile ottenere ricchezza, fortuna e prosperità.

FUKUROKUJU

Fukurokujuè una delle Sette Divinità della Fortuna. Si tratta della divinità preposta alla saggezza, felicità e alla lunga vita.

Il termine con il quale lo si identifica deriva dalla combinazione di Fuku = Felicità, Roku = Ricchezza e ju = lunga vita.

 Viene raffigurato come un uomo con la fronte alta, calvo e con lunghi baffi, porta sempre un bastone. Suoi compagni sono una tartaruga (simbolo di lunga vita ) e una gru (simbolo di saggezza ).

Secondo alcuni, prima di raggiungere la divinità, era un eremita cinese della dinastia Song e una reincarnazione del taoista Dio Xuanwu. Si dice che durante la sua incarnazione umana era un filosofo che poteva vivere senza mangiare cibo.

Egli è a volte confusa con Jurojin, che secondo alcuni è il nipote di Fukurokuju e secondo altri le due Deità abitano lo stesso corpo.
In molte raffigurazioni, Fukurokuju ha un una fronte smisuratamente alta .
Egli è l'unico membro dei sette Dei fortunati accreditati con la capacità di resuscitare i morti.

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Bene, ora che ve li ho presentati tutti vi mostro il lavoro quasi tutto guarito (eccetto foglie d'acero e luna) di alberto. Ne andiamo molto orgogliosi, lui è stato un ottimo cliente, il suo punto di nero è bellissimo e la sua pelle chiara rende i colori brillanti e saturi.


A voi:















Alla prossima!
***Miss***


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