rieccomi!
finalmente, dopo tanto lavoro, e un nuovo approccio a tante cose nuove (serigrafia, impaginazione sito, set photo e co.) il mio negozio on line è VERAMENTE on line!!!
Io intanto continuo a lavorare sodo e a produrre sperando che possiate davvero apprezzare (e acquistare) un pò di "***Miss*** per la Vostra casetta!
voglio ringraziare tutti del supporto e dell'aiuto.
www.artistichousewife.com
da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!
Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!
Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it
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sabato 30 marzo 2013
lunedì 18 febbraio 2013
Onryo (maschere vendicative)
Queste maschere rappresentano spiriti o fantasmi e sono evidenti in loro quelle caratteristiche che li rendono facilmente riconoscibili: ossa sporgenti, capelli spettinati, occhi tondi, labbra sottili.
Possono essere figure di natura vigorosa, vendicativa o tormentata.
La loro riconoscibilità, comunque, non fa perdere loro quei tratti umanoidi che testimoniano una vita precedente da umani dalla quale sono stati violentemente sottratti diventando anime dannate.
Nutrono sentimenti vendicativi per torti legati alla guerra, alla politica, all'amore e alla fedeltà oltre che per la precoce perdita dei figli.
Alcune ONRYO femminili possono rappresentare anche donne possedute da spiriti maligni o semplicemente preda degli effluvi dell'alcool.
Nelle rappresentazioni NOH in cui vengono usate tali maschere il loro ingresso in scena è preceduto da una danza violenta chiamata HATARAKI (letteralmente "movimento forzato") in netta contrapposizione con la danza MAI (letteralmente "sottile") che viene usata nel caso in cui in scena ci sia la figura di una gentil donna.
Esaminiamo le più celebri:
HATACHI AMARI
Questa maschera rappresenta lo spettro, pieno di risentimento, di un giovane pescatore della città di Fujito, assassinato da un generale dopo avergli mostrato un passaggio segreto nelle acque del fiume.
Letteralmente il suo nome significa "più di venti" in riferimento ad un passaggio del dramma in cui viene rappresentata la sua vicenda.
Il volto ha zigomi sporgenti, i ciuffi scompigliati di capelli sulla fronte, lo sguardo sempre rivolto verso il basso e mancante dell'arcata inferiore della dentatura a sottolineare la passività e il tormento inferiore di questo personaggio.
A differenza di maschere simili, tipo YASE-OTOKO, questa mostra un aspetto più umano nella curva delle labbra e negli occhi che non vengono dipinti con colori metallici (che solitamente vengono usati per marcare la natura ultraterrena dei protagonisti e per aumentarne l'aggressività).
YASE-OTOKO
Questa maschera rappresenta un uomo disperato: pelle pallida, sopracciglia e i baffi sottili, bocca leggermente socchiusa e gli occhimarcati dal colore metallico per indicare la natura "non umana" del soggetto.
Si crede che la prima realizzazione di questa maschera sia stata fatta osservando una persona defunta.
SHIRO HANNYA
Probabilmente la maschera del Teatro Noh più famosa al mondo.
L'espressione di questa maschera è un insieme di gelosia, tristezza e dolore provata da una donna.
Il suo aspetto è demoniaco: lunghe corna sul capo, sopracciglia aggrottate allo spasimo, guance tese, denti aguzzi e occhi tinti di colore metallico.
Il suo nome sembra derivare dal suo creatore ovvero il monaco di Nara HANNYA-BO, ma altre fonti lo accreditano alla caratteristica necessaria per scolpirla ovvero LA SAGGEZZA CHE APRE GLI OCCHI ALLA REALTA' DELLE COSE", concetto ben noto nel buddismo e che viene espresso con la parola "HANNYA".
A questo proposito in Giappone, anocra oggi, viene usata come protezione contro il maligno.
Le origini dei suo tratti somatici sembrano trarre le proprie basi nelle prime maschere rituali come le "maschere serpente" ma, molto probabilmente, esse derivano dalle illustrazioni di storie e leggende del periodo MUROMACHI.
In effetti una delle maschere HANNYA più antiche risale proprio al 1558.
Esistono molte varianti di questa maschera che differiscono per il colore del volto: dal bianco (SHIRO-HANNYA) passando per il giallo e finendo nel rosso che indica il livello di massima tensione (DOJO-JI).
Nell'omonimo dramma NOH si nara infatti dell'amore non corrisposto di una donna per un giovane sacerdote del Tempio di Dojo. La donna, dopo il rifiuto del sacerdote, torna da lui con l'aspetto di un serpente demoniaco e lo intrappola sotto una campana uccidendolo.
Il costume di scena che viene indossato con questa maschea infatti presenta una trama a triangoli incrociati chiamata UROKO a indicare la pelle da serpente del corpo della creatura maligna.
HASHI-HIME
E' la maschera di una donna trasformatasi in demone dopo aver patito il dolore per la perdita del compagno.
E' un personaggio pieno di rabbia e tristezza sottolineati dalla profonda ruga che solca la sua fronte.
I capelli sono in disordine, scompigliati, la bocca ampia e spalancata, i denti oro in vista sembrano pronti a lanciare malefici, mentre l'oro che deline anche gli occhi indicano che la donna si è già trasformata in un demone, senza alcuna possibilità di rotorno allo stadio umano.
DEIGAN
Questa maschera rappresenta una donna al primo stadio di trasformazione sovrannaturale. Spesso viene utilizzata per indicare una donna che ha perso l'amore del suo uomo.
Esitono anche casi in cui questa trasformazione ha esiti positivi portando la donna ad un'elevazione "buddhica".
Il nome DEIGAN significa letteralmente "occhi d'oro" e deriva dalle scglie di questo prezioso metallo che veniva usato per dipingere alcuni particolari di questa maschera.
Utilizzando il naturale luccicore di questo metallo venivano dipinti gli occhi in modo che potessero dare l'impressione che il personaggio fosse in pianto sottolineando la lotta interiore della donna.
E' infatti questa espressione piangente, non comune alle altre ONNA-MEN, che la caratterizza in modo evidente.
(continua...)
Tutta la verità!
Sono un po' latitante da questo blog che ormai ci accompagna da qualche anno e che a suo modo fa parte della famiglia e mi sembra giusto fare ammissione di colpa e raccontarvi le ultime novità.
Mettetevi comodo perché sono tante ;-)
Da gennaio 2013 non lavoro più all'MCT e sto cercando di far decollare il mio progetto personale firmato "artistichousewife". Sto lavorando sodo, sto producendo di tutto un po', idee che avevo in mente da parecchio ma che mancavano di tempo per realizzarli, cose nuove che nascono dall'entusiasmo di poter finalmente provarci davvero.
Chi mi segue da myspace sa che già producevo cuscini e Co, ma con l'impegno gravoso della mamma di Luigi e dei suoi bisogni quotidiani e urgenze dei periodi no, non sono mai riuscita ad avere una certa programmazione dei lavori e soprattutto la certezza di poterli mantenere.
Ora, dopo eoni, da sola (cosa veramente rara x me) ho tutto il giorno per organizzarmi tra incombenze lavorative e famigliari.
ecco cosa ho prodotto in questo mese e mezzo:
* tappetini da bagno in cotone 100% cm 50x80 serigrafati a mano con inchiostri professionali ad acqua
e ovviamente venduti con le relative scatole:
grembiuli da cucina in cotone 100%
e poi i cuscini "T-Pillow" realizzati riciclando le vecchie magliette che si erano accumulate in casa per errata misura o esubero in numero. Ovviamente, perché l'idea sia chiara, ho scelto di non eliminare il collo e le spalle e di sfruttare il posto dell'etichetta per metterci la mia! ;-)
E non voglio abbandonare il progetto "cut4you" del decoupage a tema che tanto piace ed è utile. Gli sgabelli sono solidi, stabili, in casa il nostro lo uso anche come scaletta e luigi al lavoro il suo lo usa per stampare i polpacci senza doversi ranicchiare per terra. Sono anche impilabili e sempre utili per l'ospite in più, oltre che essere un bell'oggetto di arredamento.
Per ora ne ho prodotti di nuovi due: uno a tema Posada (l'illustrazione messicana satirica nel quale la borghesia viene rappresentata morta) e uno a tema Hot Rod con pinstriping e auto da sballo.
Quindi per tutti i nostri clienti che leggono vi voglio rassicurare dicendo che appena riprenderà a pieno regime con il lavoro integreremo un terzo appuntamento in modo da smaltire l'accumulo di questo mese di fermo :-)
GRAZIE PER L'ESTREMA PAZIENZA!!!!!
Oltre a tutto ciò ho in ballo anche un nuovo progetto legato alla mia passione per il buon cibo e per vegan.
Insieme a Discount or Die e la sua "mamma" Valeria e il Dottor. frenki stiamo letteralmente entrando nel futuro e, sabato prossimo, la mansion si trasformerà in set video per un progetto che spero di potervi raccontare presto in ogni suo dettaglio ma che mi riempie di entusiasmo e felicità!
Quando questa parte delle cose avrà preso il via e una ritmica meno caotica vorrei anche portare avanti alcuni progetti culturali e magari anche fare qualche conferenza sul tattoo, cosa che spesso mi chiedono e che potrei portare avanti per puro interesse personale nei confronti di una vera cultura dell'arte su pelle.
Credo di avervi raccontato tutto ma nel caso vedrò di aggiornare a dovere questo post!
Grazie per l'attenzione e un bacio a tutti.
Da parte di Luigi un INFINITO grazie a tutti quelli che gli hanno augurato una buona guarigione, hanno tel, scritto e messaggiato per supporto e che aspettano con trepidanza il momento dell'appuntamento.
Bacioni
***Miss***
Mettetevi comodo perché sono tante ;-)
Da gennaio 2013 non lavoro più all'MCT e sto cercando di far decollare il mio progetto personale firmato "artistichousewife". Sto lavorando sodo, sto producendo di tutto un po', idee che avevo in mente da parecchio ma che mancavano di tempo per realizzarli, cose nuove che nascono dall'entusiasmo di poter finalmente provarci davvero.
Chi mi segue da myspace sa che già producevo cuscini e Co, ma con l'impegno gravoso della mamma di Luigi e dei suoi bisogni quotidiani e urgenze dei periodi no, non sono mai riuscita ad avere una certa programmazione dei lavori e soprattutto la certezza di poterli mantenere.
Ora, dopo eoni, da sola (cosa veramente rara x me) ho tutto il giorno per organizzarmi tra incombenze lavorative e famigliari.
ecco cosa ho prodotto in questo mese e mezzo:
* tappetini da bagno in cotone 100% cm 50x80 serigrafati a mano con inchiostri professionali ad acqua
e ovviamente venduti con le relative scatole:
grembiuli da cucina in cotone 100%
e poi i cuscini "T-Pillow" realizzati riciclando le vecchie magliette che si erano accumulate in casa per errata misura o esubero in numero. Ovviamente, perché l'idea sia chiara, ho scelto di non eliminare il collo e le spalle e di sfruttare il posto dell'etichetta per metterci la mia! ;-)
E non voglio abbandonare il progetto "cut4you" del decoupage a tema che tanto piace ed è utile. Gli sgabelli sono solidi, stabili, in casa il nostro lo uso anche come scaletta e luigi al lavoro il suo lo usa per stampare i polpacci senza doversi ranicchiare per terra. Sono anche impilabili e sempre utili per l'ospite in più, oltre che essere un bell'oggetto di arredamento.
Per ora ne ho prodotti di nuovi due: uno a tema Posada (l'illustrazione messicana satirica nel quale la borghesia viene rappresentata morta) e uno a tema Hot Rod con pinstriping e auto da sballo.
E poi delle nuove tele, sempre sulla linea d'onda delle pubblicità vintage che adoro tanto e che mi piacciono molto per le cucine conviviali.
Tutti i prodotti saranno acquistabili nel mio sito on line che, tra spero meno di una settimana, sarà attivo e in piena forma! Ci sto lavorando a pieno ritmo: tra produrre, fotografare e impaginare sono sicura di non annoiarmi.
Colgo l'occasione per ringraziare davvero di cuore la dolce Elena che sabato si è fatta anche la sbatta di venire a Malnate per sentirsi affibbiare il malevolo compito di tradurre il mio sito in Inglese... ma vedrò di sdebitarmi a dovere e, in ogni caso, resto felicissima dell'opportunità di vederla più spesso e di trascorrere del tempo insieme! :-)
Nel frattempo Luigi continuava a produrre i suoi splendidi tattoo e, visto che non sono più presente in studio per fare le foto ora ci pensa lui anche se con una qualità che ha sicuramente più del tatuatore che del fotografo. Quindi non disperate che presto pubblicherò gli ultimi lavori!!!
Ho detto che "continuava" perché, a San Valentino, oltre ad una splendida nuova orchidea, Luigi ha pensato di regalarmi un bel nuovo spavento e l'ennesima corsa al pronto soccorso dopo essere uscito a prendere le siga in bici e essersi scafudiato sul ghiaccio.
Dopo la lastra abbiamo saputo che questa volta si tratta di frattura composta alla scapola destra e la prognosi è un mesetto di fermo dal lavoro con il braccio mummificato al corpo.
Quindi per tutti i nostri clienti che leggono vi voglio rassicurare dicendo che appena riprenderà a pieno regime con il lavoro integreremo un terzo appuntamento in modo da smaltire l'accumulo di questo mese di fermo :-)
GRAZIE PER L'ESTREMA PAZIENZA!!!!!
Oltre a tutto ciò ho in ballo anche un nuovo progetto legato alla mia passione per il buon cibo e per vegan.
Insieme a Discount or Die e la sua "mamma" Valeria e il Dottor. frenki stiamo letteralmente entrando nel futuro e, sabato prossimo, la mansion si trasformerà in set video per un progetto che spero di potervi raccontare presto in ogni suo dettaglio ma che mi riempie di entusiasmo e felicità!
Quando questa parte delle cose avrà preso il via e una ritmica meno caotica vorrei anche portare avanti alcuni progetti culturali e magari anche fare qualche conferenza sul tattoo, cosa che spesso mi chiedono e che potrei portare avanti per puro interesse personale nei confronti di una vera cultura dell'arte su pelle.
Credo di avervi raccontato tutto ma nel caso vedrò di aggiornare a dovere questo post!
Grazie per l'attenzione e un bacio a tutti.
Da parte di Luigi un INFINITO grazie a tutti quelli che gli hanno augurato una buona guarigione, hanno tel, scritto e messaggiato per supporto e che aspettano con trepidanza il momento dell'appuntamento.
Bacioni
***Miss***
foto di famiglia
artistichousewife works,
la famiglia,
tattoo
domenica 27 gennaio 2013
Onna (maschere femminili)
Come per le Otoko mask anche le Onna-men (le maschere femminili) vengono suddivise in base all'età: giovani, adulte e anziane.
Le Onna-men furono le prime a svilupparsi visto che gli attori, uomini, avevano la primaria necessità di coprire le caratteristiche mascoline del volto mentre interpretavano i personaggi femminili dei drammi NO che portavano in scena.
Queste maschere sono in numero nettamente maggiore di quelle che ricoprono i ruoli maschili.
Le maschere delle giovani donne hanno i denti anneriti, le labbra rosse e le guance piene e paffute, le sopracciglia alte sulla fronte e i capelli racconti divisi da una larga riga centrale.
Le maschere di donne in età avanzata invece hanno gli occhi e le guance scavate e rughe profonde segnano il volto, le labbra rivolte verso il basso e hanno i capelli bianchi. Alcune mostrano la loro indole benevola e saggia altre il tormento dell'incedere della vecchiaia e il rimorso degli errori commessi in gioventù.
Da quando fecero la loro prima apparizione nel XIV secolo, le Onna-men rappresentavano essenzialmente giovani donne (WAKAI-ONNA).
Il famoso attore NO Zeami era noto in gioventù per sue rappresentazioni di giovani donne ma, solo quando anche gli anziani iniziarono ad usarle, esse assunsero un rilievo e uno spessore definitivo.
Il famoso attore NO Zeami era noto in gioventù per sue rappresentazioni di giovani donne ma, solo quando anche gli anziani iniziarono ad usarle, esse assunsero un rilievo e uno spessore definitivo.
Oggi, le Onna-men comprendono standard utilizzati in differenti ruoli: le maschere tormentate (MASUGAMI), le maschere dall'espressione angelica (ZO) e quelle dall'espressione intensa e posseduta (DEIGAN).
Ad un occhio inesperto, i visi delle maschere delle giovani donne sono tutti identici ma, ad uno sguardo più attento, si possono distinguere ben 6 tipi di attaccature dei capelli ben distinti tra loro.
- KO-OMOTE: 3 ciocche relativamente larghe scorrono parallele dal centro della fronte per tutta la lunghezza della capigliatura
- MAGOJIRO: 2 ciocche scorrono parallele dal centro della fronte sino alle tempie dove si incrociano in 3/4 altre ciocche che continuano fino al fondo dell'attaccatura.
- MANBI: 3 ciocche scorrono parallele dal centro della fronte fino al foro del laccio di sostegno, dove la ciocca interna incrocia la ciocca centrale, allontanandosi, immediatamente, per riprendere il disegno originale sino al fondo dell'attaccatura.
- WAKA-ONNA e ZO-ONNA: le attaccature di queste due maschere sono quasi identiche. E' più semplice riconoscerle dal tono della pelle o dalla linea intorno agli occhi e dalle guance piatte o paffute. Waka-onna è la più giovane delle due maschere. Le loro attaccature di capelli si dividono i tre settori distinti: A) la parte superiore iniziando dal centro della fronte con 2 ciocche larghe che scorrono parallele; B) la parte centrale di 3 o 4 ciocche nere corte all'altezza delle tempie; C) la parte inferiore dalla tempia al fondo dell'attaccature fatta di 3 ciocche, quella interna è più larga delle altre 2.
- FUKAI: come per la precedente sezione queste maschere differiscono per tre settori di pettinatura: A) la parte superiore iniziando dal centro della fronte con 2 ciocche larghe che scorrono parallele; B) la parte centrale di 3 o 4 ciocche nere corte all'altezza delle tempie; C) la parte inferiore dalla tempia al fondo dell'attaccature fatta di 3 ciocche, quella interna è più larga delle altre 2.
- SHAKUMI: quasi identica a Fukai. L'unica differenza è il punto di partenza che, essendo leggermente spostato, lascia uno spazio vuoto centrale nell'attaccatura
Bene, analiziamo nel dettaglio le varie maschere.
KO-OMOTE
Questa maschera rappresenta una giovane donna nella sua adolescenza: pura, bella e vergine.
Ko-omote è un vezzeggiativo, esso significa "viso piccolo", carino, grazioso.
Essa risponde a quei canoni estetici che erano molto in voga tra le giovani donne del periodo Heian e alcuni di questi non dovrebbero mai essere confusi, come per le tre linee dei capelli che non dovrebbero MAI sovrapporsi.
La laccatura dei denti era molto in voga nell'alta società e alle donne veniva imposto di non tagliarsi mai i capello sino a che, in età matura, esse avevano una capigliatura così lunga da sfiorare il terreno e, acconciarli, richiedeva un lungo lavoro da parte del servo acconciatore che arrivava a utilizzare anche sei ore per pettinarli, ungerli e sistemarli come da dettami dell'epoca.
E' una maschera che vuole rappresentare una donna all'inizio della sua maggiore età ma ancora con quella spensieratezza e leggerezza tipiche dell'addolescenza.
ZO-ONNA
Si dice che questa maschera prenda il nome dal suo creatore Zoami.
I suoi tratti classici come l'ampia fronte e le guance tese ci mostrano la sublimità e la dignità del personaggio.
Indossata per interpretare ruoli di dee, ninfee celesti e fate, spesso usata nel dramma HAGOROMO e per la Principessa CHUJO nel dramma TAEMA.
L'attore che interpreta Zo-onna spesso indossa una corona e per questo motivo la maschera è ancora nota come TENGAN-SHITA letteralmente "sotto la corona".
Ha il volto più sottile e sfilato delle Ko-omote a indicarne un'età più matura.
Presenta occhi socchiusi e bocca aperta che rivela la traccia di un sorriso, le sopracciglia dipinte alte sulla fronte. Queste caratteristiche vanno rappresentate con la massima delicatezza evocando così la nobiltà e la purezza di una creatura che ha quasi qualcosa di divino.
FUKAI
Seppure questa maschera rappresenti una donna sulla trentina/quarantina, i tratti somatici come la piega degli occhi e le fossette sulle guance, sono profondamente segnati da eventi di gioia e di dolore di tutta una vita: l'amore e la fine di un rapporto sentimentale, la gravidanza, la perdita, i figli e le rinuce.
Il nome stesso in giapponese significa "profondo".
E' usata esclusivamente dalla Scuola KANZE per impersonare l'amore materno come nel dramma NO SUMIDAGAWA dove si racconta il viaggio da Kyoto a Tokyo di una madre disperata alla ricerca del figlio rapito dai mercanti di schiavi.
MAGOJIRO
Il volto di questa maschera Magojiro è più lungo e più sottile di quello delle altre Omote e la bocca è corrispondentemente meno piena di quanto ci si potrebbe aspettare. Le labbra sono dipinte in un pigmento rosso morbido mentre i denti sono dipinte di nero per indicare una donna di alto rango.
Per il ruolo di Magojiro, viene disegnata un'acconciatura che nessun altra maschera femminile con la configurazione di due ciocche di capelli hanno, diventando quattro alle tempie.
La maschera prende il nome dal creatore della maschera originale, Kongo Magojiro, che avrebbe modellato le caratteristiche su quelle di sua moglie, che era morta giovane.
MANBI
Nel dramma MOMIJIGARI, la maschera Manbi viene utilizzata per impersonare una bella donna, che è in realtà un demone che ne ha assunto la sembianza.
Nella trama, Taira no Koremochi si unisce alla festa tenuta da giovani donne in montagna. Viene circuito da una splendida fanciulla che lo intrattiene tutta la notte sinchè, ubriaco e stanco, finisce per addormentarsi.
In sogno riceverà la visita di una divinità che gli svelerà la vera identità della giovane fanciulla dandogli modo così di uccidere il demone in essa celato.
La maschera Manbi presenta un fascino misterioso della civetteria di una donna adulta unito al fascino di una ragazza innocente.
(...continua...)
martedì 15 gennaio 2013
Otoko (maschere maschili)
In funzione della classe sociale del protagonista, gli attori del NO scelgono la maschera più adatta tra le OTOKO-MEN.
Queste maschere rappresentano uomini di diverso status sociale e spesso vengono classificati in base all'età.
Sono fanciulli di paese, giovani monaci, raffinati cortigiani, guerrieri oppure saggi anziani.
Esistono poi maschere che raffigurano esattamente i protagonisti di opere teatrali molto importanti come Kagekiyo o Shunkai.
Così, mentre in generale una maschera può essere utilizzata per diversi ruoli, è vero il contrario per le maschere speciali: un unico ruolo può essere interpretato da più maschere.
Le pettinature e le parrucche legate a queste maschere sono anch'essi segni distintivi dei personaggi: i giovani hanno di solito i capelli che ricoprono la fronte, guerrieri e cortigiani hanno i capelli laccati di nero.
Le sopracciglia sono dipinte con sottili linee nere lungo la parte superiore degli occhi, spesso con un'ispessimento che svolta verso la parte alta ed esterna della maschera.
Per le maschere che interpretano ruoli dell'alta società, come per i ruoli femminili le sopracciglia vengono ridotte a due sottili linee, rispettando la moda dell'epoca di ridurle al minimo e ridisegnandole.
Per gli uomini in età matura sono presenti anche baffi e barba, spesso rappresentata con il disegno e non con l'inserimento di pelo animale.
Gli occhi e le palpebre sono sempre rappresentate in maniera realistica.
Esaminiamo le principali maschere appartenenti a questa categoria:
* CHUJO
La maschera CHUJO si ispira al vero volto di Ariwara no Narihira, un poeta e cortigiano dell'epoca Heian.
Il suo nome significa "capitano" visto che questo è il rango militare raggiunto nella sua vita a 53 anni.
L'aspetto nobile ed un pò triste di questa maschera ben esprimono le caratteristiche di un elegante membro di questa classe sociale dell'epoca.
* IKKAKU-SENNIN
Secondo la tradizione, questa maschera, realizzata per la prima volta in epoca Muromachi, ritrae l'immortale "eremita unicorno" che sarebbe vissuto .sulle montagne indiane vicino a Varanasi.
Il mago, figlio di una cerva, crebbe con un corno in testa e zoccoli al posto dei piedi, acquisendo poteri particolari.
Un giorno i suoi zoccoli scivolarono sulla fanghiglia creata dalla pioggia, per vendicarsi con i suoi poteri rinchiuse il Dragone (divinità delle piogge e dell'acqua) in una grotta, causando una lunga siccità.
L'Imperatore allora gli inviò una donna di rara bellezza, Senda-Bunin, per appropriarsi del suo potere ammaliandolo con il suo fascino: la missione riuscì e il Dragone, fuggendo, permise di nuovo alle piogge di cadere in terra.
La maschera ritrae efficaceente l'oscuro aspetto dell'eremita, i cui anni di pratiche esoteriche ne conferirono grande potere.
Quando il corno risulta removibile la maschera può essere anche usata per interpretare Ayakashi.
* IMAWAKA
Imawaka rappresenta un giovane uomo di nobile stirpe, simile a Chujo.
Questa maschera è utilizzata per rappresentare ruoli giovanotto, come il fantasma del poeta del periodo Heian, Ariwara no Narihira nell'opera Unrin'in.
* JUROKU
Juroku rappresenta un giovane personaggio maschile come un guerriero o un principe del clan Heike.
Si dice rappresenti il nipote di Taira no Kiyomori, Taira no Atsumori (1169-1184).
Il suo nome significa "sedici" data la sua prematura morte a quell'età quando fu sconfitto da Kumagai Naozane nella battaglia di Ichinotani, di cui si fa riferimento nella tragedia di Heike.
Viene rappresentato come un giovane di bell'aspetto con fossette e occhi luminosi nel pieno fervore della sua giovane età.
* YORIMASA
Yorimasa è stato un grande poeta e guerriero giapponese.
Durante la sua vita egli prestò servizio presso 8 diversi Imperatori ricoprendo differenti cariche e mansioni, come quella di capo dell'arsenale (HYOGO NO KAMI).
Nella storica contesa, che per decenni oppose il clan Taira al clan Minamoto, Yorimasa cercò di rimanere inizialmente fuori dalla diatriba evitando di prendere una posizione a favore di uno dei due. Nel corso della Rivolta Heiji del 1160 si schierò però a favore del clan Taira consentendo alle sue forze di rovesciare quelle di Minamoto. Successivamente però cambiò idea e nel 1179 abbandonò l'esercito di Kiyomori per mettersi alla guida di quello del clan Minamoto.
Nel 1180, durante la battaglia di Uji, Yorimasa difese con le sue truppe il tempio buddhista di Byodo-in nella prefettura di Kyoto. Nonostante i monaci, che vivevano nel tempio, avessero distrutto il ponte che consentiva l'ingresso alla struttura, le forze del clan Taira riuscirono comunque a conquistarlo.
Così Yorimasa decise di porre fine alla sua vita commettendo seppuku, in quello che molti storici riportano come secondo esempio della storia di suicidio volontario di fronte alla propria sconfitta, a seguito di quello eseguito da Minamoto no Tametomo dieci anni prima.
Secondo la leggenda dopo il Seppuku il suo servitore prese la sua testa per evitare che cadesse in mano nemica e, allontanatosi dal tempio legò la testa ad una roccia e la getto nel fiume Uji dove non fu mai ritrovata.
L'ultima poesia composta da Yorimasa prima della morte è stata:
"Come un vecchio albero
da cui non si raccolgono i fiori
triste è stata la mia vita
destinata a non portare alcun frutto"
Questa maschera viene utilizzata per rappresentare le sue geste in opera teatrale.
* SHOJO
Shojo è uno spirito dl mare con la faccia rossa e una grande passione per l'alcol.
La parola Shojo è infatti usata per riferirsi a qualcuno che beve molto.
In Giappone spesso vine associato l'ideogramma ai nomi di vegetali o animali a indicarne la dominanza di colore rosso/arancio, come gli aceri, una scimmia o la libellula (shojo tonbo ovvero libellula dalla faccia rossa).
Oppure si usa shojo per indicare il grande amore e ossessione per le bevande alcoliche come nel caso della bae shojo, una mosca che tende a sciamare intorno al saké.
Miyazaki, nel film d'animazione "La principessa Mononoke", parla delle creature scimmiesche che lottano per proteggere la foresta dalla distruzione dell'uomo piantando alberi, come di creature Shojo.
L'artista giapponese Kawanabe Kyosai, anch'esso conosciuto per il suo comportamento eccentrico e per le sue buone doti di bevitore, spesso si riferiva a se stesso come di un Shojo.
* DOJI
La maschera O-Doji (letteralmente "grande" Doji) rappresenta un giovane ragazzo con la qualità eterea dell'eterna giovinezza. Il viso ovale gli attribuisce un carattere mite e bonario, le sopracciglia arcuate aiutano a trasmettere la gnerale sensazione di innocenza accoppiata a stupore e sorpresa.
Tale maschera viene usata in opere come Makura Jido e Kiku Jido, in cui il personaggio principale festeggia il buon auspicio per il regno imperiale presentando l'acqua della Fontana della Giovinezza al messaggero dell'imperatore.
Insomma, Doji ha l'elisir di lunga vita e spesso viene indicato anche come il "ragazzo tamburo" che scende dalle stelle per ballare a Tenko.
* KASSHIKI
Questa maschera rappresenta un giovane servo tra i 12 e i 17 anni. Viene rappresentato con un fascino quasi femminile caratterizzato dalle fossette alle guance e un accenno di sorriso.
Gli occhi sono tipici delle maschere che rappresentano ruoli giovanili e la pettinatura può variare in due stili di frangia: pettinata verso il basso sulla fronte oppure raccolta come una foglia di Ginko.
* AYAKASHI
Ayakashi è la maschera che viene usata per descrivere i fantasmi apparsi in mare durante un naufragio ma viene generalmente usata questa parola per indicare spiriti ultratrreni o anime perdute.
* KAGEKIYO
E' la maschera del un famoso guerriero diventato cieco e quindi caduto in sventura, si mette a fare il mendicante nella provincia di Hyuga.
Nell'opera si racconta come la figlia, alla ricerca del padre, finisce in visita alla capanna del mendicante per chiedere informazioni non riconoscendolo.
Kagekiyo nasconde la propria identità alla figlia per vergogna della propria miseria e la manda via senza rivelare di esserne il padre.
* YOROBOSHI
Nell'opera in cui si usa questa maschera si narra la storia di un ragazzo falsamente accusato di un crimine e per questo cacciato di casa da suo padre. Il ragazzo va in giro errando per il territorio attraversando moltissime difficoltà e scontri uno dei quali lo renderà cieco. Infine arriva al Tempio Tennoji a Osaka dove si stabilisce chiedendo l'elemosina.
Nel frattempo il padre scopre la falsità delle accuse e parte alla ricerca del figlio. Alla fine dell'opera il padre trova il figlio e lo riaccompagna nella loro casa.
La maschera di Yoroboshi viene realizzata in molte versioni ma tutte hanno gli occhi chiusi, i capelli sulla fronte e la sofferenza resa visibile dall'espressione del volto.
Viene anche chiamato "il prete dal trepido passo".
* SEMIMARU
Anche questa maschera rappresenta un giovane cieco come Yoroboshi ma essendo un giovane nobile i capelli non sono scompigliati sulla fronte.
Nel dramma che ne narra le gesta, Semimaru è un giovane principe cieco che viene cacciato dalla corte dell'Imperatore e quindi si mette in marcia sulla pendici delle montagne cnfortato solo dal suono del suo liuto.
Riconoscendo che la sua condizione di vita è la conseguenza delle sue precedenti gesta esso accetta la sua sorte con spensieratezza.
Un giorno la sorella riconosce il suono del suo strumento e così si ricongiunge al fratello che non vedeva da tempo. Ma dopo un breve tempo di racconti e aggiornamenti sulla vita di entrambi, pur esortato dalla sorella a seguirla nella sua dimora, Semimaru ritorna a errare consapevole del proprio destino carmico.
* KANTAN OTOKO
Kantan è un uomo alla ricerca dell'Illuminazione. Dopo tanto errare, in uno dei suoi viaggi, si ferma a riposare in una locanda è, in sogno, vede se stesso grande e potente. Al risveglio si rende conto che era solo una visione e, riconciliato con la sua vita, ritorna al villaggio natale
La maschera è modellata con un movimento delle sopracciglia che evochi il suo scetticismo malinconico e la chiarezza illuminata. I solchi delle sopracciglia sono tese e gli occhi arrotondati verso il basso ma le guance sono piene e la bocca, in un accenno di sorriso, mostra due file di denti anneriti.
Questo a indicare le sue origini comuni, di uomo del popolo.
* SHUNKAN
E' la maschera di un sacerdote esiliato sull'Isola di Kikaigashima insieme ad altri due funzionari per aver cospirato contro il potere del primo ministro.
Il dramma inizia con il viaggio verso l'Isola di un messaggero che porta la grazia ai due abitanti dell'isola oltre a Shunkan. Sull'isola intanto i tre esuli ricordano con nostalgia la loro vita passata.
Appena arriva la nave con il messaggio di perdono tutti e tre esultano felici ma appena saprà che Shunkan non è stato incluso nella lista esso si abbandona alla tristezza e resterà solo nel suo esilio.
La maschera esprime tutto il suo dolore e disperazione
Queste maschere rappresentano uomini di diverso status sociale e spesso vengono classificati in base all'età.
Sono fanciulli di paese, giovani monaci, raffinati cortigiani, guerrieri oppure saggi anziani.
Esistono poi maschere che raffigurano esattamente i protagonisti di opere teatrali molto importanti come Kagekiyo o Shunkai.
Così, mentre in generale una maschera può essere utilizzata per diversi ruoli, è vero il contrario per le maschere speciali: un unico ruolo può essere interpretato da più maschere.
Le pettinature e le parrucche legate a queste maschere sono anch'essi segni distintivi dei personaggi: i giovani hanno di solito i capelli che ricoprono la fronte, guerrieri e cortigiani hanno i capelli laccati di nero.
Le sopracciglia sono dipinte con sottili linee nere lungo la parte superiore degli occhi, spesso con un'ispessimento che svolta verso la parte alta ed esterna della maschera.
Per le maschere che interpretano ruoli dell'alta società, come per i ruoli femminili le sopracciglia vengono ridotte a due sottili linee, rispettando la moda dell'epoca di ridurle al minimo e ridisegnandole.
Per gli uomini in età matura sono presenti anche baffi e barba, spesso rappresentata con il disegno e non con l'inserimento di pelo animale.
Gli occhi e le palpebre sono sempre rappresentate in maniera realistica.
Esaminiamo le principali maschere appartenenti a questa categoria:
* CHUJO
La maschera CHUJO si ispira al vero volto di Ariwara no Narihira, un poeta e cortigiano dell'epoca Heian.
Il suo nome significa "capitano" visto che questo è il rango militare raggiunto nella sua vita a 53 anni.
L'aspetto nobile ed un pò triste di questa maschera ben esprimono le caratteristiche di un elegante membro di questa classe sociale dell'epoca.
* IKKAKU-SENNIN
Secondo la tradizione, questa maschera, realizzata per la prima volta in epoca Muromachi, ritrae l'immortale "eremita unicorno" che sarebbe vissuto .sulle montagne indiane vicino a Varanasi.
Il mago, figlio di una cerva, crebbe con un corno in testa e zoccoli al posto dei piedi, acquisendo poteri particolari.
Un giorno i suoi zoccoli scivolarono sulla fanghiglia creata dalla pioggia, per vendicarsi con i suoi poteri rinchiuse il Dragone (divinità delle piogge e dell'acqua) in una grotta, causando una lunga siccità.
L'Imperatore allora gli inviò una donna di rara bellezza, Senda-Bunin, per appropriarsi del suo potere ammaliandolo con il suo fascino: la missione riuscì e il Dragone, fuggendo, permise di nuovo alle piogge di cadere in terra.
La maschera ritrae efficaceente l'oscuro aspetto dell'eremita, i cui anni di pratiche esoteriche ne conferirono grande potere.
Quando il corno risulta removibile la maschera può essere anche usata per interpretare Ayakashi.
* IMAWAKA
Imawaka rappresenta un giovane uomo di nobile stirpe, simile a Chujo.
Questa maschera è utilizzata per rappresentare ruoli giovanotto, come il fantasma del poeta del periodo Heian, Ariwara no Narihira nell'opera Unrin'in.
* JUROKU
Juroku rappresenta un giovane personaggio maschile come un guerriero o un principe del clan Heike.
Si dice rappresenti il nipote di Taira no Kiyomori, Taira no Atsumori (1169-1184).
Il suo nome significa "sedici" data la sua prematura morte a quell'età quando fu sconfitto da Kumagai Naozane nella battaglia di Ichinotani, di cui si fa riferimento nella tragedia di Heike.
Viene rappresentato come un giovane di bell'aspetto con fossette e occhi luminosi nel pieno fervore della sua giovane età.
* YORIMASA
Yorimasa è stato un grande poeta e guerriero giapponese.
Durante la sua vita egli prestò servizio presso 8 diversi Imperatori ricoprendo differenti cariche e mansioni, come quella di capo dell'arsenale (HYOGO NO KAMI).
Nella storica contesa, che per decenni oppose il clan Taira al clan Minamoto, Yorimasa cercò di rimanere inizialmente fuori dalla diatriba evitando di prendere una posizione a favore di uno dei due. Nel corso della Rivolta Heiji del 1160 si schierò però a favore del clan Taira consentendo alle sue forze di rovesciare quelle di Minamoto. Successivamente però cambiò idea e nel 1179 abbandonò l'esercito di Kiyomori per mettersi alla guida di quello del clan Minamoto.
Nel 1180, durante la battaglia di Uji, Yorimasa difese con le sue truppe il tempio buddhista di Byodo-in nella prefettura di Kyoto. Nonostante i monaci, che vivevano nel tempio, avessero distrutto il ponte che consentiva l'ingresso alla struttura, le forze del clan Taira riuscirono comunque a conquistarlo.
Così Yorimasa decise di porre fine alla sua vita commettendo seppuku, in quello che molti storici riportano come secondo esempio della storia di suicidio volontario di fronte alla propria sconfitta, a seguito di quello eseguito da Minamoto no Tametomo dieci anni prima.
Secondo la leggenda dopo il Seppuku il suo servitore prese la sua testa per evitare che cadesse in mano nemica e, allontanatosi dal tempio legò la testa ad una roccia e la getto nel fiume Uji dove non fu mai ritrovata.
L'ultima poesia composta da Yorimasa prima della morte è stata:
"Come un vecchio albero
da cui non si raccolgono i fiori
triste è stata la mia vita
destinata a non portare alcun frutto"
Questa maschera viene utilizzata per rappresentare le sue geste in opera teatrale.
* SHOJO
Shojo è uno spirito dl mare con la faccia rossa e una grande passione per l'alcol.
La parola Shojo è infatti usata per riferirsi a qualcuno che beve molto.
In Giappone spesso vine associato l'ideogramma ai nomi di vegetali o animali a indicarne la dominanza di colore rosso/arancio, come gli aceri, una scimmia o la libellula (shojo tonbo ovvero libellula dalla faccia rossa).
Oppure si usa shojo per indicare il grande amore e ossessione per le bevande alcoliche come nel caso della bae shojo, una mosca che tende a sciamare intorno al saké.
Miyazaki, nel film d'animazione "La principessa Mononoke", parla delle creature scimmiesche che lottano per proteggere la foresta dalla distruzione dell'uomo piantando alberi, come di creature Shojo.
L'artista giapponese Kawanabe Kyosai, anch'esso conosciuto per il suo comportamento eccentrico e per le sue buone doti di bevitore, spesso si riferiva a se stesso come di un Shojo.
* DOJI
Tale maschera viene usata in opere come Makura Jido e Kiku Jido, in cui il personaggio principale festeggia il buon auspicio per il regno imperiale presentando l'acqua della Fontana della Giovinezza al messaggero dell'imperatore.
Insomma, Doji ha l'elisir di lunga vita e spesso viene indicato anche come il "ragazzo tamburo" che scende dalle stelle per ballare a Tenko.
* KASSHIKI
Questa maschera rappresenta un giovane servo tra i 12 e i 17 anni. Viene rappresentato con un fascino quasi femminile caratterizzato dalle fossette alle guance e un accenno di sorriso.
Gli occhi sono tipici delle maschere che rappresentano ruoli giovanili e la pettinatura può variare in due stili di frangia: pettinata verso il basso sulla fronte oppure raccolta come una foglia di Ginko.
* AYAKASHI
Ayakashi è la maschera che viene usata per descrivere i fantasmi apparsi in mare durante un naufragio ma viene generalmente usata questa parola per indicare spiriti ultratrreni o anime perdute.
* KAGEKIYO
E' la maschera del un famoso guerriero diventato cieco e quindi caduto in sventura, si mette a fare il mendicante nella provincia di Hyuga.
Nell'opera si racconta come la figlia, alla ricerca del padre, finisce in visita alla capanna del mendicante per chiedere informazioni non riconoscendolo.
Kagekiyo nasconde la propria identità alla figlia per vergogna della propria miseria e la manda via senza rivelare di esserne il padre.
* YOROBOSHI
Nell'opera in cui si usa questa maschera si narra la storia di un ragazzo falsamente accusato di un crimine e per questo cacciato di casa da suo padre. Il ragazzo va in giro errando per il territorio attraversando moltissime difficoltà e scontri uno dei quali lo renderà cieco. Infine arriva al Tempio Tennoji a Osaka dove si stabilisce chiedendo l'elemosina.
Nel frattempo il padre scopre la falsità delle accuse e parte alla ricerca del figlio. Alla fine dell'opera il padre trova il figlio e lo riaccompagna nella loro casa.
La maschera di Yoroboshi viene realizzata in molte versioni ma tutte hanno gli occhi chiusi, i capelli sulla fronte e la sofferenza resa visibile dall'espressione del volto.
Viene anche chiamato "il prete dal trepido passo".
* SEMIMARU
Anche questa maschera rappresenta un giovane cieco come Yoroboshi ma essendo un giovane nobile i capelli non sono scompigliati sulla fronte.
Nel dramma che ne narra le gesta, Semimaru è un giovane principe cieco che viene cacciato dalla corte dell'Imperatore e quindi si mette in marcia sulla pendici delle montagne cnfortato solo dal suono del suo liuto.
Riconoscendo che la sua condizione di vita è la conseguenza delle sue precedenti gesta esso accetta la sua sorte con spensieratezza.
Un giorno la sorella riconosce il suono del suo strumento e così si ricongiunge al fratello che non vedeva da tempo. Ma dopo un breve tempo di racconti e aggiornamenti sulla vita di entrambi, pur esortato dalla sorella a seguirla nella sua dimora, Semimaru ritorna a errare consapevole del proprio destino carmico.
* KANTAN OTOKO
Kantan è un uomo alla ricerca dell'Illuminazione. Dopo tanto errare, in uno dei suoi viaggi, si ferma a riposare in una locanda è, in sogno, vede se stesso grande e potente. Al risveglio si rende conto che era solo una visione e, riconciliato con la sua vita, ritorna al villaggio natale
La maschera è modellata con un movimento delle sopracciglia che evochi il suo scetticismo malinconico e la chiarezza illuminata. I solchi delle sopracciglia sono tese e gli occhi arrotondati verso il basso ma le guance sono piene e la bocca, in un accenno di sorriso, mostra due file di denti anneriti.
Questo a indicare le sue origini comuni, di uomo del popolo.
* SHUNKAN
E' la maschera di un sacerdote esiliato sull'Isola di Kikaigashima insieme ad altri due funzionari per aver cospirato contro il potere del primo ministro.
Il dramma inizia con il viaggio verso l'Isola di un messaggero che porta la grazia ai due abitanti dell'isola oltre a Shunkan. Sull'isola intanto i tre esuli ricordano con nostalgia la loro vita passata.
Appena arriva la nave con il messaggio di perdono tutti e tre esultano felici ma appena saprà che Shunkan non è stato incluso nella lista esso si abbandona alla tristezza e resterà solo nel suo esilio.
La maschera esprime tutto il suo dolore e disperazione
(continua...)
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