da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

martedì 27 dicembre 2011

segreti di spezie!

Come vi avevo accennato ho ricevuto una fantastica collezione di spezie fresche dall'India e, visto che questo è il mio blog e ogni tanto si parla anche dei segreti della cucina, oggi volevo dedicare un paragrafo a parte per queste fantastiche erbe che si trasformano in piccole magie culinarie!

PEPERONCINO
Nomi comuni: capsico, pepe d'India, pimento
Famiglia: solanacee
Pianta: erbacea, annuale o perenne, alta sino a 1 metro

Originario dell'America meridionale, non esiste allo stato spontaneo ma viene coltivato ovunque per il suo largo impiego in cucina. Nei climi più temperati si semina in primavera in piena terra, nei climi più freddi occorre seminarlo in cassetta a Febbraio per poi piantumarlo in Aprile.

Quando si raccoglie: in agosto

Come si conserva: si staccano i frutti e si infilano con del filo robusto o un piccolo spago a formare delle collane che si lasciano appese ad essiccare. Si conserva così legato o tagliato a pezzetti in barattoli di vetro.

Proprietà mediche e uso alternativo: la sua azione eupeptica e antisettica lo rende indicato non solo nell'uso culinario per il piacevole gusto ma soprattutto come sostanza curativa.
Esso ha la proprietà di aumentare la salivazione e stimolare le ghiandole surrenali ed è un ottimo espettorante e antireumatico.
Per il suo elevato contenuto di vitamina C risulta un eccellente antiscorbutico.
Per quanto riguarda l'uso esterno il peperoncino può essere impiegato per la sua azione antinevralgica, contro le infiammazioni artitritiche e contratture muscolari tenedo presente però che la sua polpa ridotta in pasta e applicata in cataplasma può facilmente produrre vescicole.
E' bene pertanto ricorrere a preparati a base di polvere a basso dosaggio.
In campo cosmetico il peperoncino viene utilizzato per le sue proprietà stimolanti; si trova sia nelle creme anticellulite, sia nelle lozioni per la caduta dei capelli.



CURCUMA
Nomi comuni: zafferano delle Indie
Famiglia: zingiberacee
Pianta: erbacea, rizomatosa

Nativa dell'India e del Sud dell'Indonesia, è largamente coltivata nel continente e nelle Isole dell'Oceano Indiano. Dal suo rizoma viene ricavata una polvere gialla, utilizzata come colorante e come ingrediente per la preparazione della mostarda inglese e del curry. Nei paesi europei non può essere coltivata a causa del clima non favorevole

Come si conserva: in barattoli ermetici al riparo dall'umidità.

Proprietà mediche e uso alternativo: nel nostro paese la curcuma è scarsamente impiegata. Può vantare molte virtù: efficace contro infiammazioni e contrazioni, protegge il fegato ed è usata specialmente per lo stimolo della secrezione e dell'entrata in circolo della bile, essendo quindi di grande aiuto per alleviare disturbi e intossicazioni del fegato e combattere la colecistite, la colosi biliare e la cattiva digestione in genere.
La tintura madre, benefica per chi accusa i disturbi di cui ho accennato è venduta in erboristeria e deve essere assunta nella dose di 30 gocce per 3 volte al giorno dopo i pasti in poca acqua.
Attenzione! La curcuma è sconsigliata a chi soffre di gastrite o di ulcera peptica o disturbi connessi all'eccesso di acidità.
In Asia l'acqua di curcuma, sotto forma di tonico, viene usata per le sue proprietà rinfrescanti e lenitive quale efficace doposole in caso di esposizioni prolungate.

CUMINO
Nomi comuni: anice dei Vosgi, caravita, finocchio selvatico, kummel, pestenaria
Famiglia: Ombrellifere
Pianta: erbacea, biennale, alta circa 80 cm

Molto diffuso in Europa, in Italia è presente nella fascia settentrionale. Cresce nei prati umidi delle Alpi e degli Appennini fino a oltre 200 mslm. La coltivazione si effettua seminandolo in solchi in autunno o in primavera in terreni umidi, ben esposti al sole. Quando le piantine sono nate si diradano.

Quando si raccoglie: nell'estate del secondo anno di vita della pianta, al mattino quando le infiorescenze sono umide di rugiada e i frutti non si staccano con facilità.

Come si conserva: si tagliano i fusti e si raccolgono in fasci, poi si appendono all'ombra sopra una carta in modo che i frutti si stacchino naturalmente. Si liberano quindi da eventuali impurità e si conservano in barattoli a chiusura ermetica.

Proprietà mediche e uso alternativo: il cumino cela nei propri semi un vero tesoro.
Prezioso è il suo contributo per debellare spasmi e contrazioni, per superare lo stress e vincere stati di agitazione nervosa e di insonnia.
Oltre a contribuire a risolvere gli stati infiammatori dell'intestino, stimola il funzionamento dello stomaco e della tiroide.
E' consigliato anche nei casi di irregolarità del ciclo mestruale e alle neo mamme che lamentano scarsa secrezione di latte.
Di grande efficacia, in alternativa all'infuso e alla tisana, è l'olio essenziale, per la praticità e la pronta risposta terapeutica: l'unico difetto è nel sapore, non proprio gradevole. Deve essere assunto nella dose di 3/4 gocce per 2 o 3 volte al giorno dopo i pasti. Per combattere l'insonnia se ne consigliano 5/6 gocce la sera prima di addormentarsi.
E' indispensabile attenersi alle dosi consigliate di olio essenziale, in quanto l'eccesso può provocare bruciori gastrici e altri disturbi; è comunque controindicato in gravidanza e nelle ulcere gastroduodenali.


ANICE
Nomi comuni: anice verde, cumino dolce
Famiglia: Ombrellifere
Pianta: erbacea, annuale, alta sino a 50 cm

Originario del bacino del Mediterraneo è largamente coltivato in Sicilia e in Puglia per la raccolta dei semi. Si trova raramente allo stato spontaneo. I semi per la riproduzione delle piante devono essere conservati durante l'inverno in sabbia umida, poichè seccandosi perdono le capacità germinative. Si semina dalla metà di marzo ai primi di aprile in solchi poco profondi, coprendo leggermente i semi e diradando le piantine a una distanza di 20 cm l'una dall'altra.
Il terreno deve essere molto ricco e ben esposto al sole.

Quando si raccoglie: la raccolta si effettua a fine agosto-inizio settembre nelle prime ore del mattino quando le ombrelle sono ancora umide di rugiada per evitare che, nel cogliere, i semi cadano.

Come si conserva: si recidono le ombrelle e si mettono al sole su dei fogli di carta. Quando sono ben secche si battono leggemente per far staccare i semi. Una volta separati da eventuali impurità, questi vengono conservati in barattoli a tenuta d'aria.

Proprietà mediche e uso alternativo: l'anice svolge un'azione carminativa, stomachica, antispasmodica. Se ne usano i frutti, di gusto assai gradevole, sono ottimi contro l'alitosi, aumentano la salivazione, la secrezione gastrica. Per le sue molteplici virtù, è indicato in caso di cattiva digestione.
Nella cosmesi viene utilizzato l'olio essenziale di anice, reperibile in erboristeria, miscelato in composti ad azione tonica e stimolante, per preparare bagni aromatici oppure per aromatizzare paste dentifricie.
L'olio essenziale viene impiegato anche contro le infestazioni di pidocchi e di altri parassiti del corpo. I semi, infine, possono essere conservati in sacchetti di tela per profumare la biancheria nei cassetti o negli armadi.
Alitosi: 100 gr di semi di anice in infusione in 1 litro di acqua bollente per 15 minuti. Filtrare e bere 3 tazze al giorno.
Cattiva digestione: 2 cucchiaini di semi di anice per 1 tazza d'acqua bollente. tenere in infusione per 10 minuti, filtrare e bere da 1 a 3 tazze al giorno. Oppure 20 gr di frutti di anice, cumino e finocchio in parti uguali, nonchè 10 gr di foglie di menta piperita, da mettere in infusione per 10 minuti in 1 tazza di acqua bollente. Assumerne 2 tazze al giorno, dopo i pasti.
Parassiti: 50 gr d'alcool e 50 gr d'olio essenziale di semi di anice e frizionare accuratamente le zone interessate.

CANNELLA
Nomi comuni: cannella
Famiglia: Lauracee
Pianta: albero molto aromatico alto fino a 15 m

Originaria di Ceylon e della Malesia, si riproduce sia per seme che per talea. Da noi la coltivazione non è possibile a causa del clima: si può tuttavia trovare in alcuni orti botanici a scopo di studio.

Quando si raccoglie: data l'impossibilità di coltivarla, si acquista sotto forma di bastoncini friabili di colore bruno/rosso.

Come si conserva: per mantenerne a lungo l'aroma è bene conservarla in barattoli ermetici.

Proprietà mediche e uso alternativo: per le notevoli virtù tonificanti e stimolanti e le proprietà di disinfettante intestinale e polmonare, la cannella è un prezioso ausilio cui ricorrere per aumentare le difese dell'organismo nelle malattie infettive. Si possono combattere problemi come la digestione lenta, la debolezza, l'affaticamento e inappetenza. Utile anche contro il raffreddore e il mal di gole, diarrea e dissenteria.
Digestione lenta: 15gr di cannella spezzettata in 1 litro di acqua bollente, fatta riposare coperta per 15 minuti. Filtrate e bevetene sino a 2 o 3 tazzine prima dei pasti.
Debolezza e inappetenza: lasciate macerare 100 gr di cannella tritata in 500 gr di alcool a 80° per 6 giorni, agitando la bottiglia almeno 1 volta al giorno. Filtrate e prendetene 15 gocce diluite in acqua, preferibilmente al mattino.
Raffreddore e mal di gola: portate ad ebollizione 1 bicchiere di vino, quindi, lontano dal fuoco, aggiungete 5 gr di cannella e 4 chiodi di garofano. Lasciate riposare per 5 minuti a contenitore coperto. Bevetene 1 bicchiere al giorno possibilmente a letto e ben coperti.

CORIANDOLO
Nomi comuni: colandri, erba cimicina, pitartola
Famiglia: Ombrellifere
Pianta: erbacea, perenne, alta sino a circa 70 cm

Cresce spontaneo in tutta l'Europa meridionale ma viene anche largamente coltivato per la produzione dei frutti. Naturalizzato in tutta Italia, si trova un pò ovunque, sia nei terreni incolti che nei campi coltivati. Si semina in marzo in file su terreno fertile per avere una buona produzione, ma cresce anche in terreni più poveri. Si zappa la terra, si diradano le piantine e si estirpano le erbe infestanti che possono soffocarle.

Quando si raccoglie: a luglio, quando il frutto è maturo. Poichè è molto secco, scuotendolo si apre con facilità, disperdendo i semi; va quindi raccolto di mattino presto quando la pianta è ancora umida di rugiada.

Come si conserva: si appendono le piante legate a mazzetti sopra una carta e scuotendole leggermente si lasciano cadere i frutti. Questi, una volta liberati da eventuali impurità, devono essere fatti stagionare per alcuni giorni in uno strato molto sottile in un posto fresco e ventilato, poi possono essere riposti in sacchetto o barattolo.

Proprietà mediche e uso alternativo: è un efficace stimolante delle funzioni gastriche. Ne traggono giovamento coloro che accusano digestione lenta, accumulo di gas nell'intestino e nello stomaco, nonchè dolori reumatici.
Digestione lenta: bollire per 5 minuti 1 cucchiaino di semi in 1 bicchiere d'acqua, togliere dal fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 1 tazza del docotto dopo i pasti principali. Se non ne gradite il gusto potete aggiungere un pizzico di foglie di menta, che ha anche l'effetto di potenziare l'azione sui gas intestinali.

CURRY
Il Curry non è proprio una spezia ma una miscela di erbe e spezie essiccate, tritate e dosate secondo ricetta. Adottato dalla cucina inglese durante il periodo coloniale si e' diffuso quindi in Europa e oltre oceano, fino in Giamaica. Il suo gusto caratteristico e' entrato a pieno titolo nella cucina internazionale: quello utilizzato maggiormente in Europa viene venduto gia' pronto e il tipo chiamato "Madras" e' il piu' profumato e piccante.

Per quanto riguarda le proprieta' terapeutiche, le spezie che lo compongono contengono sostanze che stimolano la produzione di saliva e di amilasi salivare, l’enzima che inizia a digerire l’amido. Tutto il processo digestivo ne risulta stimolato, e le dosi moderate delle spezie lo rendono adatto anche a coloro che soffrono di ulcera gastrica.
I componenti del curry sono sostanze eccitatrici dei succhi gastrici e degli enzimi e quindi indicate nelle gastriti achiliche.
Da anni sono note le sue proprieta' antinfiammatorie e antiossidanti e di recente sono state provate le sue attivita' antineoplastiche. Il curcumino, pigmento che regala il tipico colore giallo ocra alla saporita spezia orientale, protegge i neuroni da malattie degenerative ancora senza cura come il morbo di Alzheimer, infatti è il 'segreto di lunga vita' della popolazione dell'India, dove Alzheimer e Parkinson hanno un'incidenza sette volte minore che negli Usa.

GARAM MASALA
Anche lui fa parte delle miscele di erbe e spezie molto in uso nella cucina indiana.
Si consiglia di aggiungere questo composto solo alla fine delle preparazioni, poco prima di servire.

Esistono moltissime versioni di Garam masala. E' un misto che varia di regione in regione e anche il gusto individuale della cuoca è decisivo nella sua preparazione. La traduzione di Garam è "caldo" per indicare il dolce tepore che deriva dall'ingestione di cibo spezziato con questa miscela.

Potete conservarla in vasetti di vetro a chiusura ermetica.

Ricetta per prepararsi il proprio Garam Masala
Dosi per 50 gr di miscela
1 cucchiaio di semi di coriandolo
1 cucchiaio di semi di cumino
1 cucchiaino di pepe nero in grani
5 capsule di cardamomo verde
un pezzetto di cannella (5 cm)
6 chiodi di garofano

Mettete tutte le spezie in una padellina e tostatele a fiamma media, mescolando per circa 3 minuti. Quando le spezie cominiciano ad esalare il loro aroma toglietele dal fuoco e trasferitele in un piatto. Con un cucchiaio spezzettate grossolanamente la cannella. Lasciate raffreddare.
Quando sarà raffreddato tritatelo finemente servendovi di un macinino da caffè o di un mixer multiuso.
Trasferite le spezie ridotte in polvere in un vaso di vetro.



Oltre a questo ben di dio dei profumi c'era anche una miscela da tè che non ho ancora provato ma che presto apprezzerò davanti al camino.



Quello del tè è un albero sempreverde conosciuto da oltre 5000 anni; appartiene alla famiglia della Camellia e trova il suo ambiente ideale nei climi tropicali e subtropicali, caldi e umidi.
La terra di origine è la Cina, ma è certo che alcune varietà tra le più apprezzate in Europa provvengano dall'India, dove le coltivazioni si estendono per chilometri.
Le diverse zone di produzione forniscono anche qualità di tè che si differenziano per aroma, gusto, forza e colore.
Il famoso Darjeeling proviene dalle pendici meridionali dell'Himalaya, a 2000 metri di altezza; le foglie crescono molto lentamente a causa dell'intensa insolazione diurna e del freddo notturno.
La crescita lenta è una caratteristica che rende il tè pregiato poichè trasforma dolcifica il gusto finale.

Ricetta per un bel tè speziato:
dosi per 4 persone
un pezzetto di cannella di 5 cm
4 capsule di cardamomo verde
2 capsule di cardamomo nero
6 chiodi di garofano
5 cucchiaini di tè nero
1/2 litro di latte di soia
zucchero di canna a piacere

In una padella fate tostare, a calore medio e per un paio di minuti, la cannella, il cardamomo e i chiodi di garofano.

Trasferite le spezie tostate in una casseruola con 1/2 litro d'acqua. Portate ad ebollizione, coprite e abbassate la fiamma. Fate sobbollire per 5 minuti.

Unite il tè, il latte di soia e lo zucchero e riportate nuovamente ad ebollizione. Togliete la casseruola dal fuoco, mettete il coperchio e lasciate in infusione per 3/5 minuti.
Versatelo poi in una teiera filtrandolo. Servite caldo.

Questa è la tradizionale ricetta indiana per il tè speziato che è il completamento di un pasto abbondante.

Bhè, prevedo cucina indiana in questi giorni di festa!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...