da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

giovedì 21 aprile 2011

le isole Borromee

Luigi domenica ha compiuto gli anni e abbiamo tenuto un paio di giorni di ferie per tirare un'attimo il fiato e fare dei lavori in giardino che aspettavano da un pò.
Ma martedì avevamo programmato di fare i turisti nella nostra zona.
A volte si sottovaluta il posto dove si vive e ci si dimentica della storia del mondo che è passata anche di qua!
Avevo spesso sentito parlare del tour delle Isole Borromee nel lago Maggiore, sul lato della sponda grassa, verso il piemonte.

E così muniti di macchina fotografica e panini vegan alle nove e mezzo siamo partiti da casa diretti a Laveno dove avremmo posteggiato la macchina e proseguito in traghetto.
Il punto di partenza dei traghetti è proprio accanto alla stazione di Laveno e dietro ad essa c'è un mega parcheggio gratuito tutta la settimana e a 50 centesimi all'ora durante i festivi.
Se dovessi tornarci partirei in treno da malnate perchè sicuramente è molto comodo e quindi è una gita fattibile e rilassante anche per chi proviene da Milano e a tutti i milanesi la consiglio caldamente!
Un piccolo consiglio: il martedì è giorno di mercato a Laveno e i parcheggi sono più difficili da trovare ma con un pò di pazienza...



Dalla biglietteria abbiamo potuto acquistare un biglietto giornaliero (19 euro) con il quale è possibile prendere tutti i traghetti che si vogliono e spostarsi liberamente tra le isole. Il primo mezzo porta a Intra, ridente cittadina sul lago dal lato opposto di Laveno, su questa barca è possibile caricare anche le auto (con prezzo aggiuntivo!).
Da Intra invece si cambia banchina e si prende un traghetto solo per il trasporto dei pedoni.
Bagni e bar allietano l'attraversata.
In una mezz'oretta di attracca alla prima isola, è incredibile come resto sempre entusiata del navigare, mi fa sentire un pò a gardaland forse perchè non annoveriamo tra i nostri mezzi di trasporto quotidiani la barca...



Ed ora un pò di storia per capirsi meglio... :)



Le tre isole sono proprietà della Famiglia Borromeo.
Nativi di San Miniato in Toscana, i Borromeo furono costretti a lasciare l'Italia centrale (1370) in seguito alla messa al bando della Famiglia e alla condanna a morte di Filippo che nel 1367 aveva capeggiato la sollevazione della città contro Firenze.

Trasferiti nell'Italia settentrionale, ramificazioni famigliari, proprietà immobiliari e partecipazioni azionarie nei Banchi dell'Italia centro-settentrionale, assicurano in tempi brevi la presenza dei Borromeo sulle piazze finanziare più importanti d'Europa.

Fu Vitaliano I (1391ca.-1449) il fondatore della duratura fortuna dei Borromeo in Lombardia. Ebbe un ruolo di grande rilievo finanziario e notevole peso politico alla corte dei Visconti, accumulando una grande fortuna grazie al proprio ingegno commerciale. A lui i primi acquisti nell'alto novarese intorno al Lago Maggiore (1439/1447) che costituiranno il primo nucleo di quello che diventerà lo Stato Borromeo.

La prima delle isole da noi visitate è stata l' Isola Madre.





È la più grande delle Isole Borromeo e la più caratteristica per l'atmosfera raccolta, silente, incantata: un giardino di piante rare e fiori esotici nel quale vivono in piena libertà pavoni, pappagalli e fagiani d'ogni varietà creando il fascino di una terra tropicale.
L'Isola Madre è particolarmente famosa per la fioritura di azalee, rododendri, camelie, ma anche per i pergolati di glicini antichissimi, l'esemplare più grande d'Europa di Cipresso del Cashmir di oltre duecento anni,le spalliere di cedri e limoni, la collezione di ibiscus,il Ginkgo biloba.
Nel 1978 è stato aperto al pubblico il Palazzo del XVI° secolo, interessante per la ricostruzione di ambienti d'epoca e per le collezioni di livree, bambole e porcellane.
Eccezionale l'esposizione dei "Teatrini delle Marionette" del '600/'800.

Alla biglietteria dell'Isola è possibile acquistare un biglietto comulativo per i musei visitabili in due delle tre isole.
Il costo è di 10 euro che mi erano sembrati tantini ma, vi giuro, che vi sentirete felici di avreglieli dati perchè, quello che andrete a vivere è un'esperienza vera, viva e tangibile.
Il parco è pieno di animali splendidi in completa libertà e la primavera ci ha reso spettatori di corteggiamenti esclusivi e unici.
L'ambiente è pulitissimo e curatissimo, ovunque panchine per riposare e godersi il panorama mozzafiato.
Per le famiglie zone attrezzate e spazi vivibili.
E non ultimo bagni ben distribuiti, puliti, accessoriati con persino l'acqua calda per lavarsi le mani.







L'Isola Madre appartiene alla famiglia Borromeo dal 1500.
Dalla nuda roccia dell'era glaciale, l'isola ha subito varie trasformazioni: inizialmente frutteto, successivamente uliveto, agrumeto sino all'attuale Parco Botanico all'Inglese realizzato ai primi dell'800.
La sua superficie è di circa 8 ettari.
L'Isola Madre è rinomata non solo per la spettacolare fioritura delle azalee nel mese di maggio, ma anche per i suoi Giardini Botanici che ospitano rare essenze vegetali originarie delle più diverse latitudini.
Il clima particolarmente mite ha infatti permesso l'insediamento di una flora sorprendente e difficilmente reperibile in altri luoghi: qui convivono aceri, banani, camelie, eucalipti, palme. Le diverse parti del giardino hanno una loro toponomastica che aiuta il visitatore nel percorso.





























al centro del parco vi è anche la casa patronale, splendida e ricchissima.
Putroppo niente foto al suo interno.
Ma occhi aperti e bocca spalancata!

Gli ambienti del Palazzo, allestiti a partire dal 1978 con arredi provenienti da varie dimore storiche della Famiglia, offrono numerose opere d'arte, quali arazzi, mobili e quadri.
Tra le stanze più importanti: il Salone di Ricevimento con alle pareti quadri di soggetto biblico di Stefano Danedi, detto il Montalto (1618-1683), Ercole Procaccini il Giovane (1596-1676) e Giovan Battista Costa (1636-1690); la Sala delle Stagioni con il grande arazzo appartenuto a un cardinale di famiglia; la Sala delle Bambole che conserva un'importante collezione di bambole francesi e tedesche ottocentesche.
Singolare e interessante inoltre è la collezione di marionette e teatrini dei secoli XVII, XVIII e XIX.

Alla prima coincidenza abbiamo ripreso il traghetto e in cinque minuti di percorso siamo arrivati all'isola Superiore meglio conosciuta come isola dei pescatori.
In una mezz'oretta l'avrete girata tutta ma noi ci siamo goduti la pausa in riva al lago nel piccolo parco cittadino posto in punta all'isola stessa.

Questa isola deve il suo nome alla principale attività dei 50 abitanti stabili dell'isola che vivono di pesca e turismo gestendo i numerosi ristorantini del luogo che, ovviamente, cucinano piatti di lago come specialità.
Le case sono a più piani con le caratteristiche balconate esposte al sole per essiccare il pesce pescato ed appeso ad esso.
Abitata da almeno 700 anni l'isola presenta una parrocchia dedicata a San Vittore e un belvedere alberato dal lato opposto dell'isola. D'estate conosce una grande affluenza di turisti che ingombrano i vicoli e comprano oggetti di artigianato locale nel piccolo e caratteristico mercatino. Famosa a Ferragosto è la processione della statua del santo protettore dell'arcipelago su una barca intorno alle isole, circondata da numerosi natanti di turisti e di abitanti della zona.














altro battello, altra isola.
L'ultima per sequenza ma non per importanza è Isola Bella.
Fino a circa il 1630 l'Isola Bella (allora chiamata Inferiore per opposizione all'Isola Superiore, oggi detta dei Pescatori), era costituita essenzialmente da un lembo di terra e roccia abitata da pescatori.
Le prime opere edilizie furono avviate da Giulio Cesare Borromeo (1593-1638), ma ad una vera e propria campagna di acquisizioni si dedicò Carlo III (1586-1652) che diede il via ai primi interventi concreti e volle chiamarla Isola Bella in onore della moglie Isabella D'Adda.
I veri artefici della trasformazione dell'isola furono i figli, il Cardinale Giberto III (1615-1672), e in particolare Vitaliano VI (1620-1690), che migliorarono e innovarono il primitivo progetto del padre.
Palazzo e giardini vennero concepiti come un'unica entità di grande impatto scenografico: l'isola prese la forma di un immaginario vascello con la villa edificata nella parte più stretta a settentrione (ponte di prua) e il giardino nella parte più ampia della zona meridionale (ponte di poppa).































Splendido e grandioso giardino barocco all'italiana è uno degli esempi più noti e meglio conservati in Italia. Costruito in tempi diversi, è comunque un insieme coerente di forma piramidale che culmina nella grande statua del Liocorno cavalcato da Amore.
Articolato in dieci terrazze digradanti, è abbellito da vasche, fontane, prospettive architettoniche e una moltitudine di statue risalenti alla seconda metà del Seicento rappresentanti personificazioni di fiumi, stagioni e venti.
Molti di questi "ambienti" sono delimitati da muraglie e balaustre sulle quali ancor oggi si intuiscono i punti da cui sgorgavano zampilli, fontane, cascatelle e giochi d'acqua.
Il clima, particolarmente mite, ha permesso la crescita di una vegetazione ricca di varietà e specie che qui hanno trovato il loro habitat. Fra azalee e rododendri, spalliere di pompelmi e arance amare, orchidee e piante carnivore, spicca la sagoma di un grosso canforo di più di duecento anni. Le piante esotiche vengono riposte durante la stagione invernale nella serra ottocentesca, inserita nel percorso di visita. Le fioriture ricorrenti da marzo a settembre non lasciano mai il giardino privo di fascino e di colore.

Affascinante il percorso all'interno del palazzo barocco: un continuo e ricco susseguirsi di sale arredate.
Tele di noti artisti tra i quali il pittore napoletano Luca Giordano (1632-1705), il toscano Francesco Zuccarelli (1702-1788) e il fiammingo Pieter Mulier detto il Tempesta (1637 ca.-1701), occupano le pareti di eleganti e raffinati ambienti insieme a mobili di gran pregio, marmi, stucchi neoclassici, sculture e arazzi di produzione fiamminga del XV secolo.
Di grande interesse storico sono la Sala della Musica dove, nell'aprile 1935, si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea e la Sala di Napoleone che qui soggiornò accompagnato da Giuseppina Beauharnais (1797).

Ormai il tramonto ci indicava la via del ritorno godendoci l'aperitivo sulle onde con un percorso di una mezzoretta per tornare a Intra e poi da lì un quarto d'oretta da marinai sino a laveno.




Una splendida giornata, rigenerante sotto tutti i punti di vista!

Ve la consigliamo caldamente, mi raccomando!

:)
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