da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

sabato 10 dicembre 2011

ricky e i chakra

Il termine sanscrito Cakram, solitamente translitterato in chakra, significa "ruota" ed è utilizzato nella tradizione filosofica e fisiologica della tradizione indiana.

La dottrina orientale che ne ha diffuso la conoscenza nel mondo occidentale considera i Chakra come aperture, porte di accesso all’essenza del corpo umano. I chakra principali sono 7 (ma ce ne sono molti altri secondari, circa un centinaio, che "idealmente" corrispondono coi punti meridiani dell'agopuntura).

Secondo alcune filosofie e dottrine religiose, i chakra sono punti di forza umani, a volte associati a gangli o organi fisici, tra i quali si muoverebbe un' energia variamente definita e la loro conoscenza è trasmessa da molti sistemi di yoga, nelle diverse tradizioni induiste, buddhiste e jainiste con mappature diverse. Molte tradizioni concordano sul fatto che i chakra agiscano come valvole energetiche.

I chakra vengono assimilati al loto, questo perché benché esso nasca da acque stagnanti e putrescenti, dà origine ad un fiore bellissimo e candido. Proprio per tale peculiarità è considerato un simbolo di purezza: nato dal fango ma non macchiato da esso. Nella simbologia indiana le acque stagnanti rappresentano l'indistinzione primordiale del caos e il loto che da esse sorge rappresenta l'elevazione spirituale. Ogni "loto", ha un numero particolare di petali, un particolare yantra (mandala o forma geometrica), un mantra ed è associato ad un elemento, ad un senso e ad un colore.

Questo per meglio mostrare il tattoo che stiamo facendo su Ricky, un nuovo cliente dalla svizzera, che ci ha chiesto di proseguire il lavoro già eseguito sul braccio da un'altro tatuatore e che inglobava al fondale giapponese la presenza dei suddetti chakra.



Per la spalla ha optato per il Muladhara o chakra della radice.
Questo centro sottile dai 4 petali si chiama Mooladhara e si situa tra l'ano ed i testicoli o la vagina, nel perineo. Questo centro è collegato alla ghiandole surrenali, in questo centro troviamo i reni. Le sue funzioni fisiologiche riguardano la produzione del sangue e delle ossa e le attività sessuali intese come riproduzione per portare avanti la specie.
Da questo chakra arriva l'energia terrestre.

Ha come simbolo geometrico il triangolo con un vertice in basso racchiuso in un quadrato, emblemi il primo dell'organo sessuale femminile e il secondo dell'elemento Terra; in esso dorme il Kundalini. Il loto presenta quattro petali. Il suo Mantra-seme è Lam, La divinità preposta a questa ruota è Brahma, la sua energia vitale prende il nome di Savitri o sposa del creatore.
La sua funzione principale è legata al corpo materiale, all'istinto di sopravvivenza. Produce un senso di armonia fisica e mentale in rapporto alla natura; è legato alla vitalità sessuale, la capacità di adattamento al mondo e di sopravvivenza, soddisfa i bisogni primordiali quali il cibo, l'acqua , l'aria, il riparo. Poiché ha solo un polo, tende ad essere un po' più grande degli altri chakra. È il chakra con cui vengono assorbite le energie della Terra.

Ma ora bando alle chiacchiere induiste e lascio spazio alle foto di Ricky :-)




Considerato che nell'interno del braccio ha l'Anahata chakra, non vediamo l'ora di tatuargli gli altri 5!!!! :-)
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