da Varese, le odierne peripezie ed i mille interessi di una stramba famiglia di tatuatori!

Ho sempre pensato che la mia vita è piena di gente interessante e folkloristica, di gente colorata e gente molto dark,
di occasioni speciali, di fotografie, libri e scambi di informazioni...
Vorrei queste pagine fossero un'occasione per contaminarci e sorriderci su!!!!


Se desiderate contattarmi per qualsiasi chiarimento, opinione o scambio di vedute mi trovate qua: artistichousewife@hotmail.it

sabato 25 giugno 2011

“Se non è a casa è in carcere”

Prima di mostrarvi questo lavoro, voglio parlarvi di uno dei miei pittori preferiti: Kawanabe Kyosai..
Dopo il trend del Giappone tutti ormai conoscono Hokusai (l'artista della Grande Onda per capirci) ma questo, poco rispecchia l'ampio spettro di artisti bravissimi che lavoravano in Giappone nel periodo Edo.



Tra questi, uno dei miei idoli, è sicuramente Kyosai, noto al resto del mondo ma sconosciuto in patria: ha prodotto un'infinità di lavori straordinari al quale il mondo del tattoo ha sempre guardato con ammirazione e devozione.




Kyosai nasce nel 1831 e, essendo nato verso la fine del periodo Edo, esso si troverà a guardare, in un contesto di massimo splendore dell'arte, il passaggio del suo paese natio da stato feudale ad uno stato moderno.
Il padre, accortosi della predisposizione al disegno del figlio, lo manda a fare apprendistato da un'altro famosissimo artista, Kuniyoshi,e successivamente viene mandato alla scuola di Kano per dargli una tradizionale impostazione pittorica ma, ben presto, esso abbandona questa strada, piena di regole e dogmi, per la libertà della scuola popolare.



Durante l’apprendistato, Kyosai cerca fondamentalmente di osservare gli oggetti in maniera meticolosa. Per eseguire il ritratto di un corvo, inizialmente guarda soltanto l’animale. Dopo aver osservato e memorizzato la posa, sì sposta altrove e comincia a disegnare. Se non è sicuro dei dettagli, torna a guardare il corvo. Nel caso che quest’ultimo sia in movimento, il pittore attende che il corvo assuma nuovamente la posa di prima. Poi si rimette a disegnare. Come Kyosaì stesso racconta al pittore londinese Mortimer Menpes, che visita il Giappone nel 1887. è proprio grazie alle innumerevoli ripetizioni di questo esercizio che egli riesce a sviluppare uno sguardo sempre più acuto.




Nel momento in cui gli occidentali sentono la necessità di colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa di Hokusai, avvenuta nel 1849, rimangono incantati dai tratti veloci e dinamici di Kyosai. Ad esempio l’inglese Josiah Conder, che arriva in Giappone per introdurre l’architettura moderna, diviene addirittura un suo discepolo.



Abbiamo detto prima che Kyosai era conosciuto soprattutto come caricaturista.
Più che altro, quando tratta di politica, la sua satira è efficace e pungente.
Di fatto un documento dell’epoca dice che nel 1870, due anni dopo la riforma, il pittore viene arrestato per vilipendio ad un importante burocrate del nuovo governo. Egli è tenuto sotto controllo dai governo, tanto che Guimet parlando con un giapponese della sua imminente visita a Kyosai si sente rispondere, “Se non è a casa è in carcere”.



Non si sa esattamente per quale disegno sia stato arrestato.
La biografia attesta che nel disegno in questione un noto politico si sottomette a degli stranieri; in un altro documento si parla di un disegno in cui il primo ministro Sanjyo Sanetomi sodomizza uno straniero.
In base alle recenti ricerche si suppone che si tratti di una serie dì stampe erotiche dell’epoca.



Nel 1868, anno dì grandi riforme, Kyosai ha 37 anni. Cresciuto come figlio dì samurai di basso rango che tuttavia serviva direttamente lo shogunato, si affeziona alla cultura della capitale Edo; è quindi disgustato dai funzionari del nuovo governo che hanno invaso la città. Egli prova non tanto una simpatia per il processo di occidentalizzazione chiamato “civilizzazione”, quanto invece una nostalgia nei confronti dell’epoca precedente. Nonostante questo, senza mai intimorirsi, con uno spirito critico, sano e libero, non dimenticava di affrontare nelle sue opere problemi riguardanti l’età precedente, come l’ingiustizia e iniquità della politica.

In seguito alla persecuzione del 1870 il pittore cambia il modo di scrivere il proprio nome, passando da Kyosai, i cui ideogrammi significano “artista pazzo”, a Kyosai ~ che significa invece “artista illuminato”. La pronuncia non cambia, ma il primo ideogramma viene sostituito da un altro (appunto da “pazzo” a “illuminato»).

Nel 1889 la malattia di Kyosai peggiora e il pittore muore il 26 aprile dello stesso anno.
Il medico curante Baltz scrive nel suo diario: "Sta morendo il migliore pittore vivente del Giappone. È affetto da cancro allo stomaco. Benché le sue opere Siano prossime alla caricatura, Kyosai, dotato di grandi idee e di tecnica potente, è imparagonabile ad altri artisti".

Purtroppo in Giappone la notorietà di Kyosai sì è spenta immediatamente dopo la sua scomparsa. I simpatizzanti che hanno vissuto i tempi difficili, contemporaneamente a lui, sono stati sostituiti dalla generazione successiva, formatasi nel corso della “civilizzazione» con il nuovo metodo di educazione. Per loro le critiche e le satire di Kyosai appaiono incomprensibili.

A noi della mansion invece ci appare geniale, il suo tratto spontaneo ma deciso, la sua ironia ci fa sorridere, la tradizione rappresentata così dal suo pennello non è mai stata così divertente ed efficace.
Su una delle nostre monografie su questo esponente della pittura giapponese, c'è una macrofotografia di una sua opera: rimango sempre perplessa nel notare con quanta decisione forza e volontà è stata lasciata la traccia con il pennello di ciò che nella sua mente esisteva già.
Questo poeta dell'inchiostro, affezionato ai vizi della vita, ben si colloca tra i nostri clienti e la macchinetta da tattoo di lu.

E così per il braccio di Shilla, la nostra amica ha scelto fiori e rane che ballano sventolando foglie di Ginko Biloba, la conifera più vecchia del mondo, ancora oggi simbolo di lunga vita.

Solo le rane sono appena tatuate, il resto del tattoo è già guarito e i colori sono vivi e compatti proprio come ci piacciono e come desideriamo siano per questi nostri clienti che si aprono con disponibilità a scelte più attente e culturalmente evolute.










Sono davvero orgogliosa di shilla e dei nostri clienti, sempre disponibili a consigli e novità!







In bocca al lupo, cara la nostra Forrest Gump ;)
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